Ecco il polo del trasporto Un business da 300 mln

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LA CAMPANIA ospiterà il polo nazionale per la produzione di autobus. A capo del progetto, che otterrà il definitivo via libera durante l’incontro del 19 maggio prossimo al ministero dello sviluppo economico, ci sarà la Irisbus, aziende del gruppo Fiat insediata nella Valle Ufita in provincia di Avellino. Al piano aderisce anche Breda Menarinibus, l’altro costruttore italiano di mezzi per il trasporto pubblico. Insieme le due società possono controllare un settore con un giro d’affari da un miliardo di euro l’anno e fatturare non meno di 300 milioni. Oltre, s’intende, a salvare il futuro di almeno 700 addetti, 300 dei quali in forza all’Irisbus.

Tra venti giorni, a Roma, oltre alle due aziende partner ci saranno Cnh Industrial, Finmeccanica, King Long Italia e le Regioni Campania e Emilia Romagna. La presenza di queste realtà lascia intendere che il piano di rilancio del sito produttivo dell’Irisbus è molto più articolato di quanto si pensi. Cnh, infatti, è una società nata dalla fusione tra New Holland e Case Corporation ed è secondo produttore al mondo di macchine agricole. Il suo ingresso lascia supporre che a Flumeri verrà creata una specifica divisione riservata ai macchinari per le lavorazioni in agricoltura. L’altro socio di spicco è la King Long Italia, emanazione diretta dell’omonima azienda cinese specializzata nella realizzazione di componenti per pullman.

Il nuovo polo nazionale del trasporto pubblico produrrà autobus per la città, per le grandi tratte commerciali e per il turismo. Dominerà, secondo i calcoli effettuati da sindacati ed esperti, il 90 per cento del mercato italiano e sarà interlocutore privilegiato in Europa, dove la richiesta di mezzi, soprattutto elettrici, è in costante aumento. E infatti stando a quanto si apprende da fonti dirette delle imprese coinvolte nel progetto sembra che Irisbus e compagnia puntino a diventare, in futuro, primo operatore europeo del comparto. Non solo. Al distretto per la produzione di pullman è legato un più ampio programma di sviluppo della logistica integrata poiché lo scopo è quello di creare un indotto in grado di assicurare nuovi posti di lavoro e la nascita di start up legate sempre al mondo del trasporto pubblico. Su un punto Irisbus, Breda Menarinibus e le altre società coinvolte non transigono: l’ingerenza delle istituzioni deve essere ridotta al minimo, gli investimenti e le scelte dovranno essere esclusivo appannaggio dei privati coinvolti. Questo per non rischiare che il piano subisca rallentamenti a causa della burocrazia.

E.S.