Ecircular, parte dal Centro Europe Direct LUPT della Federico II la nuova frontiera della sostenibilità

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In foto la professoressa Vincenza "Cinzia" Faraco presenta il progetto

Il Centro Europe Direct LUPT “Maria Scognamiglio” dell’università Federico II di Napoli ancora in prima linea sul fronte della promozione di buone pratiche e politiche europee. Attenzione incentrata, nel corso dell’appuntamento di giovedì 12 dicembre presso l’aula Pessina dell’ateneo napoletano, sul tema della “Sostenibilità ed economia circolare nell’Europa del 2030. Una sfida per rilanciare lo sviluppo territoriale”. Nell’occasione è stato anche presentato il progetto “Ecircular”, promosso dalla professoressa Vincenza Faraco (docente di Chimica e Biotecnologia delle Fermentazioni) proprio in collaborazione con il Centro Europe Direct LUPT “Maria Scognamiglio”. “Ecircular è una grande area di ricerca – spiega la Faraco – appena costituita presso il Centro LUPT. Si avvale del contributo di esperti di ricerca e aziende private ed ha come scopo principale quello di promuovere l’economia circolare e i suoi vantaggi”. La professoressa rivela inoltre che “l’altro grande obiettivo di Ecircular è quello di formare un network di stakeholders attivi nell’ambito della promozione e applicazione di questo modello di sviluppo economico basato su minimizzazione dei rifiuti e riuso delle materie di scarto, al fine di poter creare delle nuove materie prime da reimpiegare nei processi produttivi”. Il progetto, che segue le indicazioni del cosiddetto Pacchetto Rifiuti dell’Unione Europea, “nasce da anni di ricerca nel settore industriale e dal costante dialogo tra gli studiosi e gli imprenditori”, chiosa la docente napoletana. Sulla collaborazione per l’avvio di Ecircular si esprime anche il professore Guglielmo Trupiano, direttore del Centro Europe Direct Napoli, Benevento, Avellino, Salerno LUPT “Maria Scognamiglio”. “Il tema dell’economia circolare – spiega – rientra nelle grandi strategie che l’Europa persegue da qui al 203. La nuova Commissione ha focalizzato l’attenzione proprio su economia circolare e lotta a cambiamento climatico. Obiettivo dell’evento è proporre un ragionamento sui temi del riciclo e del riuso sia dei beni materiali sia dei beni immobili perché il concetto di riutilizzo oggi trova molto spazio in ambito urbanistico”. Ecircular, invece, “nasce da una felice intuizione della collega Faraco, è una nuova struttura che nasce all’interno del Centro Europe Direct LUPT e che si propone di dialogare con imprese, enti e istituzioni”. L’evento, peraltro, chiude le attività del 2019 del Centro. Economia circolare significa anche riprogettazione dei materiali esistenti, come rivela Mario Malinconico, presidente ATIA ISWA ITALIA e già direttore di ricerca presso l’Istituto per i Polimeri, Compositi e Biomateriali del CNR. “I nuovi materiali – dice – sono soprattutto le plastiche biodegradabili e compostabili, che proverranno sempre più da carbone giovane e fonti rinnovabili e avranno un fine vita pensato per un loro riutilizzo in settori come l’agricoltura, grazie al riutilizzo della loro componente organica”. Sul fronte dell’economia circolare Malinconico evidenzia che “è questa l’unica possibilità che abbiamo di utilizzo proficuo delle risorse, senza creare ulteriori danni in capo alle generazioni future. Elementi essenziali di questa politica – aggiunge – sono la valorizzazione dei prodotti a fine vita, dei sottoprodotti e degli scarti e riprogettazione di quei materiali che al momento non possono essere riutilizzati una volta finito il loro ciclo di vita”. L’impegno delle aziende è sempre più costante, come rivela il presidente del Consorzio ASI di Napoli, Giosy Romano. “Sul versante della promozione dell’economia circolare e della sostenibilità – dichiara – il nostro Consorzio è attivo da anni. Crediamo fermamente in questo modello e, insieme alle nostre imprese, abbiamo dimostrato che può essere funzionale allo sviluppo economico dell’intero territorio”. Ma di strada da fare ce n’è ancora tanta “soprattutto sul fronte dell’impiantistica”. Lo dice Antonio Furiano, vice presidente presso IPPR. “Oggi porto all’attenzione dei presenti l’esperienza del Corepla, un’eccellenza nel campo del riciclo di imballaggi in plastica. Purtroppo l’Italia, nonostante sia leader in Europa con il 45% dei messi a consumo avviati a riciclo, contro un target fissato dall’UE che è pari al 22,5%, è ancora molto carente dal punto di vista degli impianti. Al momento le plastiche da riciclare vengono selezionate presso uno dei 35 centri presenti in Italia e poi inviate ai riciclatori presenti in tutta Europa, che le trasformano in materia prima seconda”.

In foto la Faraco con due studenti
In foto Cinzia Faraco con Mario Malinconico