EcLab Napoli lancia l’allarme: Specie tropicali nel nostro mare

102
In foto un esemplare di Sphyraena Viridensis, il Barracuda Mediterraneo

Il Mar Mediterraneo si sta tropicalizzando, non c’è più differenza di temperatura delle acque marine da Nord a Sud, ne’ da giorno e notte. E nuove specie marine oceaniche, come i barracuda, si sono così adattate da creare, per speciazione, varietà nostrane come la Sphyraena viridensis, il barracuda mediterraneo. A lanciare l’allarme, in occasione di corso per i giornalisti tenutosi a Sabaudia nell’ambito del Festival Cerealia, Adriano Madonna, esperto subacqueo e biologo marino del Laboratorio EcLab dell’Università di Napoli Federico II. “Negli ultimi anni – ha detto il biologo delle produzioni marine – ho riscontrato nuove specie nel mare nostrum grazie ad adattamenti incredibili del Dna. I barracuda, ad esempio, sono arrivati dall’oceano Atlantico da Gibilterra e oggi è facile incontrare branchi di Sphyraena viridensis, una specie nostrana detta appunto barracuda mediterraneo, o anche barracuda boccagialla. La cernia non è più scura o nostrana ma sempre più spesso dorata. Più volte – ha lamentato – ho segnalato con preoccupazione la presenza del pesce palla e della cubo-medusa, che possono anche essere letali nei casi di shock anafilattico. Ed è avvistato, a due miglia a largo di Gaeta (Latina), un cucciolo di squalo bianco. Dal canale di Suez è arrivato invece nel Mediterraneo il pesce scorpione”. Sono, spiega Madonna, “tutte specie nuove che ora si adattano bene nei nostri mari per via della tropicalizzazione in atto delle temperature: non c’è più grande differenza nelle temperature delle acque dalla Liguria alla Puglia. L’invasione di specie aliene – ha osservato ancora il biologo – è favorita anche dalla mancanza di predatori anche nella catena polpi, meduse e granchi. Di quest’ultimi è sempre più facile incontrare specie atlantiche come il granchio corridore, mentre sulle scogliere sono ridotti al lumicino i nostrani granchi favolli”.