Ecobonus, cosa cambia con il nuovo provvedimento

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La bozza di un decreto del Ministero dello Sviluppo economico di concerto con alcuni altri Ministeri, previsto dalla legge di bilancio 2018 e recentemente resa nota, aggiorna i requisiti tecnici degli interventi eleggibili per gli ecobonus e stabilisce i nuovi massimali di costo specifici per singola tipologia di intervento (vedi QualEnergia.it, Ecobonus, il MIT rassicura su stabilizzazione ma la riforma preoccupa il settore, ndr). Si tratta di un importante passaggio legislativo che avrà un notevole impatto sulla capacità del meccanismo di incentivazione di produrre i suoi effetti in un settore, quello dell’edilizia, strategico per il Paese e di interesse per molte categorie professionali.
Sono apprezzabili alcune novità che potranno essere utili per favorire la diffusione degli interventi di riqualificazione energetica degli edifici profonda e integrata. Non possiamo d’altro canto mancare di esprimere una profonda preoccupazione in merito ai nuovi massimali che, a nostro giudizio, rischiano di produrre effetti molto negativi per l’efficacia del sistema di incentivazione. Tra le conseguenze prevedibili di questo decreto nella versione che ha avuto recente circolazione – oltre a evitare un uso improprio delle risorse pubbliche investite, attraverso la giusta fissazione di limiti economici quantitativi – vi è quella di circoscrivere l’ambito di applicazione dell’ecobonus alle sole attività strettamente inerenti la riqualificazione energetica, escludendo tutte quelle altre che, pur funzionalmente connesse a tali progetti, non influenzano la prestazione energetica dell’edificio e che, eventualmente, sono soggette ad altri tipi di incentivazione.
Pur comprendendo i motivi che possono giustificare tale impostazione, noi pensiamo che, nell’esecuzione del mandato disposto dall’art. 14, comma 3-ter del D.L. 63/2013, particolare attenzione debba essere rivolta alla finalità principale dello strumento di stimolo. Questa, secondo una lettura che riteniamo condivisibile, è la creazione delle condizioni affinché sia attuata la trasformazione di un numero di edifici, riqualificati energeticamente, sufficiente a realizzare gli obiettivi – altrimenti irraggiungibili – della Strategia energetica nazionale e delle politiche per la salvaguardia dell’ambiente e della salute.