Ecocar, a Caserta al via il nuovo appalto di un anno per il settore rifiuti

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Da lunedì primo marzo partirà nella città di Caserta il nuovo appalto per il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti, della durata di sei mesi più sei e del costo di quasi un milione d’euro mensili. Un appalto nuovo solo dal punto di vista formale, visto che di fatto cambierà poco. A subentrare sarà infatti l’Ecocar srl, discendente diretto del precedente appaltatore, il Consorzio Ecocar; uguale la proprietà, rappresentata dalla famiglia Deodati di Nettuno (Latina), che però ha cambiato forma giuridica. Si chiude così una procedura di affidamento di un appalto essenziale, come quello dei rifiuti, durata troppo tempo: il precedente appalto Ecocar è scaduto ad inizio 2018, da allora l’azienda ha operato in regime di proroga, non garantendo alla città un servizio efficiente (molti condomini non avevano cassonetti o li avevano rotti). Sulla prima gara bandita dal Comune dopo la scadenza dell’appalto, ha messo gli occhi la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, le cui indagini hanno portato all’annullamento di quella gara; per i pm anticamorra infatti, una delle partecipanti – l’Energetika Ambiente – era controllata da un vecchio “colletto bianco” dei rifiuti, vicino ai clan. Alla gara successiva partecipò solo Ecocar, che se l’è aggiudicata. La durata circoscritta dell’appalto – massimo un anno – dipende dall’entrata in funzione dell’Ato (Ambito territoriale ottimale) e del suo braccio operativo Eda (Ente d’ambito), organismi pubblici provinciali che dovranno gestire l’intero ciclo dei rifiuti nel Casertano attraverso un gestore unico che di fatto estrometterà dal settore i singoli Comuni – che oggi appaltano ognuno per conto proprio – e i privati. Il Comune di Caserta, sfruttando l’opportunità fornitagli dalla legge regionale per i comuni capoluogo, farà da sola, attraverso una spa a capitale pubblico. Ma nel frattempo sarà ancora la famiglia Deodati a occuparsi del servizio di igiene ambientale a Caserta. Giovedì c’è stato l’incontro con i sindacati per il passaggio di cantiere dei 153 lavoratori dalla vecchia alla nuova società; nel capitolato si parla di una pianta organica di 180 dipendenti, ma quattro sono in carcere, mentre altri 23 saranno individuati tra i lavoratori in forza al Consorzio Unico di Bacino (Cub) delle province di Caserta e Napoli, così come prescritto attraverso un’apposita legge dalla Regione Campania, che da anni cerca di portare a termine la liquidazione del Cub, iniziata nel 2010, e la ricollocazione dei quasi mille lavoratori rimasti tra Napoli e Caserta (350 solo nel Casertano). Attualmente i lavoratori Cub sono impegnati in costosi progetti per aumentare la quota di raccolta differenziata dei comuni, progetti che per ora non hanno prodotto i risultati attesi. Per 23 di loro si apre ora la porta per un’assunzione più stabile, ma bisognerà vedere se i sindacati riusciranno ad individuare le figure adatte, ovvero lavoratori Cub disposti a fare gli operatori ecologici dopo anni in cui hanno percepito stipendi – spesso in grave ritardo – senza fare però quasi nulla.