Ecoforum, esperti a Napoli per parlare di ambiente e sviluppo sostenibile

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Due giorni di incontri con esperti di settore, rappresentanti di aziende virtuose, istituzioni e amministratori per lasciarsi definitivamente alle spalle la stagione della grave emergenza rifiuti e rilanciare sulle diverse esperienze positive di implementazione spinta della raccolta differenziata. Il 29 e 30 novembre si svolgerà a Napoli presso lo StarHotel Terminus in Piazza Garibaldi 91, il primo EcoForum Rifiuti, la conferenza regionale promossa da Legambiente Campania sul tema della gestione sostenibile dei rifiuti e dell’economia circolare, ad oggi in fase avanzata di definizione in Europa. In Campania, oltre il 40% dei Comuni supera la media del 65% di raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio. Il primo giorno, 29 novembre il focus riguarderà l’ economia circolare con le esperienze virtuose per nuove prospettive del settore , mentre giovedì 30 novembre sarà presentato Comuni Ricicloni 2017,la fotografia e il monitoraggio completo della Campania che ricicla e fa la differenza. “L’economia circolare nella nostra regione è una strada realmente praticabile e prova ne sono i nostri Comuni Ricicloni e Rifiuti free. Oggi per entrare nell’Olimpo della gestione sostenibile dei rifiuti è necessario puntare sulla qualità e sulle politiche di prevenzione, per chiudere definitivamente le emergenze che ancora incombono sul nostro territorio – spiega Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania. Per far ciò dobbiamo innanzitutto superare i pregiudizi sul tema dei rifiuti che nascono, sì da preoccupazioni concrete, ma che possono essere superate grazie a un’alleanza di tutti gli attori dell’economia circolare regionale e nazionale. Nella nostra regione sono presenti eccellenze imprenditoriali su cui poter contare e, partendo proprio da queste, dobbiamo lavorare affinché si modifichi il tessuto connettivo dell’economia campana per mettere in piedi un vero e proprio progetto di sostenibilità e circolarità. Serve estendere le buone pratiche a tutta la regione, occorre completare la rete degli impianti per trattare l’organico, quelli di riciclo di tutte le filiere e frazioni nei luoghi ancora sprovvisti, i siti produttivi per la preparazione per il riutilizzo, e applicare tutte le innovazioni tecnologiche che sono in grado di recuperare materia dai rifiuti considerati fino a ieri irriciclabili”.