È con grande piacere e orgoglio, per la rete di Ecofuturo, che annuncio la firma del protocollo d’intesa con il Centro Studi Regione Mezzogiorno Mediterraneo Eu-Med, il cui rappresentante e delegato per questo sviluppo energetico è Paolo Pantani.
Il dialogo che ci accomuna è legato alla riscoperta del valore dell’efficienza energetica, dello sviluppo delle comunità energetiche e delle pompe di calore nell’area napoletana e nell’area meridionale in genere, anche grazie alle ultime ecotecnologie che consentono, con costi ed efficienze particolarmente convenienti, di fuoriuscire dall’uso del gas per il riscaldamento e, ovviamente, anche per la cucina.
Nell’ambito di questo accordo c’è anche la promozione della geotermia di bassa profondità in alcune aree specifiche e nelle isole campane, le quali godono della possibilità di ottenere un fluido a 100° entro appena 100 metri di profondità. Questa condizione geologica consente a una popolazione di circa 2 milioni di abitanti di abbattere la propria bolletta energetica e di far funzionare le proprie imprese con un costo energetico assolutamente molto più basso della media europea, per non parlare dell’attuale elevato prezzo dell’energia in Italia.
Le paure sono ormai da annoverarsi nella stessa categoria di chi nega i cambiamenti climatici o pensa che la Terra sia piatta e che l’inquinamento sia dovuto alle scie chimiche rilasciate da chissà quale entità.
Stupisce ancora che la politica non abbia incoraggiato, con una mozione di indirizzo unanime, utilizzando quanto previsto da tutte le leggi vigenti, che attendono soltanto di essere applicate, le PUL (Piccole Utenze Locali) e le richieste di autorizzazione, non solo nelle aree “protette”, per usi strettamente privatistici, commerciali e turistici di lusso, ma anche nelle aree di interesse militare, tanto più che oggi la legge sulle Comunità Energetiche Rinnovabili, proprio per le caratteristiche della norma che riguarda la microgeotermia elettrica, offre nuove opportunità.
L’utilizzo di questa ricchezza non sarebbe appannaggio di qualche singolo speculatore, ma di tutte le imprese o i condomìni che vivono in queste specifiche aree.
È tempo che la Campania e tutta l’Italia meridionale recuperino il ruolo di guida del Paese anche sul piano economico, scientifico e culturale. Per fare questo devono saper valorizzare fino in fondo il fatto di essere sul mare, di avere una ricchezza geotermica e di essere il luogo ideale per lo sviluppo di tutte le energie rinnovabili.
Ovvio che tutto questo vada fatto bene e al livello della storica, straordinaria e lungimirante cultura meridionale.
Per le aree interne vanno bene le Comunità Energetiche Rinnovabili e Geotermiche. Nell’area napoletana, invece, la microclimatologia è meno rigida: solo tre o quattro volte all’anno le temperature scendono sotto lo zero. Le pompe di calore vanno bene anche per il raffrescamento ed è sufficiente installarne una in un condominio, persino sul terrazzo di un appartamento.
Se non va bene, diteci voi cosa interessa, purché sia qualcosa di fattivo. Il vero bisogno non è vincere con vuote parole filosofiche o ideologiche: è fare.
Non sempre è necessario vincere, si può anche perdere. Nel frattempo è sempre meglio fare che scrivere o parlare di filosofia, storia, fisica, geografia, matematica, religione, etica, solidarietà, diritti, minoranze, pacifismo astratto, “no” a questo e “no” a quello, e chi più ne ha più ne metta.
Questo è ciò che paventa Paolo Pantani: che al Sud tutti parlino e scrivano solo per sopire l’incapacità di fare alcunché, odiando a morte chi riesce a fare qualcosa senza l’aiuto di nessuno, vedasi, ribadiamo, Lorenzo Valla e Giordano Bruno, anzi sabotandolo pure, con rabbia e rancore.
Fabio Roggiolani per la rete di Ecofuturo e Paolo Pantani per il Centro Studi Regione Mezzogiorno Mediterraneo Eu-Med.






































