Economia circolare, al via il progetto “ECCO”: aprono 13 Ri-Hub in Italia, uno anche a Succivo

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Diminuire la produzione di rifiuti e incentivare i cittadini ad adottare stili di vita sostenibili, formare i giovani verso i green jobs e stimolare l’imprenditoria giovanile nel settore dell’economia circolare. Il tutto dando alle attivita’ una forte valenza di carattere sociale grazie al coinvolgimento di persone socialmente deboli e coinvolgendo disoccupati e neet. E’ l’orizzonte a cui mira il progetto ECCO – Economie Circolari di COmunita’, coordinato da Legambiente e finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
Nucleo principale delle attivita’ di progetto, spiegano i promotori, saranno i RI-HUB, 13 poli di “cambiamento territoriale” che coinvolgeranno cittadini, insegnanti, studenti e rappresentanti di associazioni ed istituzioni in attivita’ di educazione alla sostenibilita’ e di promozione dei principi dell’economia circolare, oltre che di formazione diretta all’attivazione di filiere economiche sostenibili. A gestire le attivita’ saranno i Ri-hubber, giovani selezionati da Legambiente e formati a Campi Bisenzio in una quattro giorni che ha accompagnato il Festival dell’Economia civile.
I RI-HUB saranno dislocati in 13 diverse regioni italiane: Torino (Piemonte); Milano (Lombardia); Vicenza e San Stino di Livenza (Veneto); Gemona (Friuli Venezia Giulia); Bologna (Emilia Romagna); Campi Bisenzio (Toscana); Roma (Lazio); Pescara (Abruzzo); Grottammare (Marche); Succivo (Campania); Potenza (Basilicata); Maruggio (Puglia) e Palermo (Sicilia). Alla base della nascita di ECCO le nuove direttive europee in materia di economia circolare e gli incoraggianti dati in termini di fatturato ed occupazione del settore. “In Italia – sottolineano i promotori del progetto – oggi l’economia circolare vale 88 miliardi di euro di fatturato ed impiega circa 575 mila lavoratori, in particolare tra i giovani (“L’Economia Circolare in Italia”, 2018). L’Unione europea con il pacchetto di direttive, con annessi investimenti, punta sull’economia circolare per raggiungere i target di riciclo (fino al 65% per i rifiuti solidi urbani e il 70% degli imballaggi entro il 2035). Inoltre dall’economia circolare si attendono risparmi per le imprese (600 miliardi ogni anno), nuova occupazione (da 500mila a un milione di nuovi posti di lavoro) e benefici per qualita’ dell’ambiente (tra il 2% e il 4% del taglio delle emissioni di gas serra). Nonostante questi cambiamenti di tipo normativo la promozione dei processi di riuso e riutilizzo dei beni non ha ancora trovato riscontro nelle politiche pubbliche ne’ nelle pianificazioni regionali”.