Economia circolare, primo workshop a San Giuseppe Vesuviano

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La Sala Consiliare del Comune di San Giuseppe Vesuviano ha ospitato il primo workshop sull’economia circolare, promosso dall’Ufficio Comune per la Sostenibilità Ambientale, cui aderiscono i Comuni di Palma Campania, San Gennaro Vesuviano, San Giuseppe Vesuviano e Striano.
All’incontro hanno preso parte, tra i tanti, funzionari comunali, aziende di produzione e di servizi ambientali, associazioni onlus e ambientaliste, centri di ricerca e università, Caritas e Banco Alimentare.
I partecipanti, incontratisi secondo una modalità di co-design workshop, hanno focalizzato i lavori verso il raggiungimento di due obiettivi: 1) elaborare un quadro condiviso delle principali misure di economia circolare applicabili a livello locale, comunale e intercomunale, a partire da una analisi delle filiere e dalle buone pratiche esenti e replicabili; 2) definire un piano di azione contente obiettivi, modalità e attori per lo sviluppo di progetti di economia circolare.
Tre i gruppi di lavoro che si sono occupati di filiera alimentare, filiera industriale e filiera tessile, cercando soluzioni idonee ad implementare i principi di economia circolare nei rispettivi settori produttivi. Per economia circolare, in contrapposizione ad un modello di economia lineare fondato sull’ingente sfruttamento di risorse, si intende un’economia pensata per potersi rigenerare da sola, in cui i flussi di materiali, difatti, sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera. L’economia circolare è, dunque, un sistema economico pianificato per riutilizzare i materiali in successivi cicli produttivi, riducendo al massimo gli sprechi.
Nel solco di questo principio, a seguito di un lavoro di preliminare di screening, sono emerse molteplici proposte progettuali: dal recupero, in rete, degli sprechi alimentari all’incentivazione all’uso di nuove tecnologie nei cantieri ed in edilizia, dalla creazione, dallo sviluppo di soluzioni di ricerca alla creazione di app e sistemi che facilitino il networking.
“Passare da un modello economico lineare a uno in cui la crescita diventa sostenibile: l’idea è che recuperando le materie prime dai rifiuti, le aziende possano inquinare meno e, soprattutto, ridurre i costi nel processo produttivo – commenta Salvatore Addeo, assessore all’ambiente del Comune di Palma Campania – Vogliamo che l’impegno per la sostenibilità passi anche attraverso i principi di economia circolare. Gli incontri che seguiranno avranno come obiettivo proprio questo: ridurre gli sprechi in ogni settore”.
“La legge n. 14 del 2016 ha segnato la svolta nel sistema della gestione dei rifiuti. Con la creazione degli Ato la responsabilità è passata integralmente in capo ai Comuni – prosegue Andrea Manzi, Presidente Ato Rifiuti Napoli 3 – A loro, e quindi a noi, il compito di individuare sia l’impiantistica necessaria per ottimizzare il servizio e sia contenere i costi dell’esercizio. Puntiamo all’abbattimento dei costi legati allo smaltimento dell’umido, troppo gravosi per le casse degli Enti, a causa
dell’assenza di un’impiantistica di prossimità, e la istituzione di una tariffa premiante il sistema virtuoso: una vera, sinergica ed efficiente economia circolare dei rifiuti”.
Dal gruppo di lavoro che si è occupato delle problematiche attinenti alla filiera tessile sono emerse le considerazioni di Saverio Carillo, consigliere del Comune di San Giuseppe Vesuviano: “gli sgravi offerti alle aziende, sino ad ora, per contrastare il fenomeno dell’abbandono incontrollato dei residui di lavorazione tessile si sono rivelati inadeguati. La strada da percorrere è individuabile in una gestione collettiva ed un coinvolgimento attivo delle aziende locali attraverso organismi consortili e di distretto, ancor più alla luce della normativa europea, in corso di approvazione, relativa alla responsabilità dei produttori del rifiuto”.