Economia del Mare, rapporto Srm: con Zes e Zls aumento dell’export fino al 40%

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Il decreto legge 91/2017 ha permesso la costituzione di ZES-Zone Economiche Speciali per i porti del Mezzogiorno e la legge di Bilancio 2018 ha poi introdotto le ZLS (Zone Logistiche Semplificate) per i porti del Centro Nord. Innovazione assoluta è che il driver che deve guidare il processo di sviluppo è il porto (l’Autorità di Sistema Portuale). Secondo il Rapporto “Italian Maritime Economy” di SRM (centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo), in questo settore risulta un aumento dell’export (quindi del business per le imprese) fino al 40% in più rispetto a quello generato sul territorio. Le risorse pubbliche hanno un effetto moltiplicativo di 1 a 3: ogni euro di credito di imposta ne attiva ulteriori 2 privati Un’analisi su un panel di porti del Mediterraneo ha mostrato aumenti del traffico dell’8,4% medio annuo (in Italia tale traffico negli ultimi anni è aumentato in media dell’1,1%). Ovviamente tali impatti si hanno quando una ZLS entra a Regime quindi in un tempo medio lungo (in genere 7-8 anni). Il Banco di Napoli ad esempio del Gruppo Intesa Sanpaolo ha previsto un plafond specifico di agevolazioni creditizie pari a 1,5 miliardi di euro per le imprese interessate ad investire nelle ZES e anche costituito un Desk ZES di consulenza. Molti Paesi esteri fanno uno di questo strumento tra cui Marocco, Egitto, Turchia ed attraggono traffici e investimenti. Il “porto del futuro” deve garantire al territorio: internazionalizzazione, logistica e sviluppo del turismo. Sono questi i 3 imperativi su cui Civitavecchia deve impostare la propria crescita e la ZLS potrebbe contribuire a farne crescere alcuni, secondo l’analisi di Srm.