Economia del mare, serve un ministero ad hoc. Mattioli (Confitarma) scrive al Governo

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in foto Mario Mattioli. presidente Confitarma

“Il cluster marittimo guarda con grande attenzione all’attuale situazione politica del Paese ed auspica che nell’ambito della riorganizzazione dell’esecutivo venga tenuto in debita considerazione il ruolo dell’economia del mare per il Paese”. E’ quanto si legge in una nota diffusa stamattina dalla Federazione del Mare. “Siamo consapevoli – afferma Mario Mattioli, presidente della Federazione del Mare e di Confitarma ‐ di come possa risultare complesso in questo momento valutare le istanze dei numerosi comparti della nostra economia. Cionondimeno, il mondo del mare ritiene che proprio in momenti di cambiamento come questi possano essere colte importanti opportunità per salvaguardare gli interessi del Paese in un settore d’importanza strategica quale è quello marittimo”.
Trasporti marittimi, cantieristica, pesca, nautica da diporto, porti e terminal industria delle estrazioni, ricerca e tutela del territorio, oltre alle attività connesse dell’indotto, quali assicurazioni, intermediazione, servizi logistici, scuole nautiche nonché attività sportive e ricreative. “Un mondo ‐ sottolinea il Presidente Mattioli – che annualmente produce beni e servizi per un valore di 34 miliardi di Euro (2% del PIL) ed acquista presso le altre branche dell’economia forniture per 20 miliardi di Euro, fornendo occupazione a 530 mila persone”. “Pertanto – è la conclusione di Mattioli ‐ in questa difficile fase di riflessione sull’assetto del Paese, il cluster marittimo chiede con forza che venga costituita un’efficace sede di coordinamento politico‐ amministrativo dedicata alle attività marittime: ministero del Mare o dipartimento dedicato della Presidenza del Consiglio, comunque una struttura che sappia mettere a sistema la gestione dell’intero cluster marittimo, i cui aspetti sono oggi dispersi tra diverse Amministrazioni, con danni certi per lo sviluppo loro e dell’Italia, leggendo e innovando la passata tradizione del ministero della Marina mercantile, oggi ridotto ad un’unica direzione ministeriale”.
Costituita nel maggio 1994, la Federazione del Sistema Marittimo Italiano (in breve Federazione del mare) riunisce gran parte delle organizzazioni del settore: Accademia Italiana Della Marina Mercantile (formazione), Aidim (diritto Marittimo), Ancip (lavoro Portuale), Ania (assicurazione), Assonave (cantieristica Navale), Assoporti (amministrazione Portuale), Assorimorchiatori (rimorchio Portuale), Cetena (ricerca Navale), Collegio Capitani (stato Maggiore Marittimo), Confindustria Nautica (nautica Da Diporto), Confitarma (navigazione Mercantile), Federagenti (agenzia E Intermediazione Marittime), Fedepiloti (pilotaggio), Federpesca (navigazione Peschereccia), Fedespedi (trasporti Internazionali), Inail/Exipsema (previdenza marittima) e Rina(certificazione e classificazione).
Le attività marittime annualmente producono beni e servizi per un valore di 34 miliardi di euro (2% del PIL) ed acquistano presso le altre branche dell’economia forniture per 20 miliardi di Euro, fornendo occupazione a 530 mila persone.