Economia del Sud, motori al minimo: Campania prima per Pmi manifatturiere

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Motori al minimo per l’economia meridionale. Secondo la tradizionale analisi di mezza estate condotta da Confindustria e SRM-Studi e Ricerche per il Mezzogiorno (Centro studi del Gruppo Intesa Sanpaolo) il Sud, nei primi mesi del 2019, vede affievolire la sua capacità di spinta, e i segnali di frenata, già ampiamente visibili a fine 2018, rischiano di diventare veri e propri arretramenti. I dati campani sono sostanzialmente in linea con quelli del Mezzogiorno anche se si registra qualche timido segnale di crescita rispetto agli anni precedenti.

Per il Pil, ad esempio, fatto 100 il dato italiano (Pil pro capite a prezzi correnti), nel 2017 la Campania presenta un valore pari a 64, ancora inferiore rispetto al 2012 ma in crescita rispetto all’anno precedente (63,8 nel 2016).

Spesa media
Anche il totale della spesa media delle famiglie campane (2.122 euro) risulta superiore alla media del Mezzogiorno nel suo complesso (2.081 euro), con variazioni significative a seconda della voce di spesa considerata.

Industria manifatturiera
Nel 2016, il valore aggiunto prodotto dall’industria manifatturiera al Sud è pari a 31,2 miliardi di euro, il 12,8% del valore nazionale. La regione che fa registrare il valore aggiunto maggiore è la Campania (9,4 miliardi), seguita da Puglia (6,7 miliardi).

Nessuna regione del Sud o macro area ha raggiunto i livelli pre-crisi e il Mezzogiorno è la macro area che sconta ancora il differenziale maggiore con il 2009. La Campania, nell’ultimo anno disponibile, fa registrare una variazione positiva (da 8.493,1 a 9.446.6).

Imprese attive
Nel 2018 nel Mezzogiorno hanno operato più di 1,7 milioni di imprese attive (il 33% del totale nazionale). In particolare, nel Mezzogiorno è particolarmente rilevante il settore del “commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di auto veicoli e motoveicoli” (546 mila imprese), seguito delle costruzioni (205 mila imprese) e manifattura (131mila imprese). La Campania (39mila) è la prima regione del Mezzogiorno per numero di imprese manifatturiere. Il numero totale di imprese attive in Campania è pari a circa 489mila.

Export
Nel 2018 l’Italia ha scambiato merci con l’estero per un ammontare complessivo pari a quasi 890 miliardi di euro, dei quali solo l’11,7% relativo alle regioni del Mezzogiorno. Si tratta di oltre 100 miliardi di euro, con una prevalenza per le importazioni; il saldo commerciale è, di conseguenza, negativo per circa 5,1 miliardi di euro.

Il saldo della Campania è negativo (-2,3 miliardi).

Per il 2018, il peso delle esportazioni italiane in rapporto al PIL è tuttavia in aumento, raggiungendo il 27,5% del prodotto. Cresce anche il peso dell’export meridionale rispetto al PIL dell’area, ma resta tuttavia costante il divario con il resto del Paese: il valore dell’export meridionale (12,9%) continua ad essere inferiore a quello del Centro-Nord (31,7%).

La Campania presenta una propensione all’export pari al 10,6% del PIL regionale.

Il valore complessivo delle esportazioni delle province del Mezzogiorno nel 2018 è stato pari a circa 49,3 miliardi di euro con un incremento, rispetto al 2017, del 5,5%, maggiore di quello registrato nel complesso del Paese (+3,5%).

Le esportazioni del Mezzogiorno valgono circa il 10,7% di quelle nazionali.

Guardando il dettaglio regionale, considerato il totale delle esportazioni, la Campania registra un incremento del proprio export (2,1%).

Lavoro
Il mercato del lavoro nel Mezzogiorno presenta un numero di occupati al I trimestre 2019 pari a quasi 6 milioni unità (il 26% del totale nazionale), in calo dello 0,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato è in calo in quasi tutte le regioni dell’area, anche in Campania (-1,4%). Anche il numero di disoccupati nel Mezzogiorno è in calo con un -5,8% rispetto al I trimestre del 2018.

La Campania fa registrare contrazione del numero dei disoccupati del 4,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Spesa pubblica
La spesa pubblica del Settore Pubblico Allargato di parte corrente presenta andamenti simili fra il Centro-Nord e il Mezzogiorno, ma i valori procapite del Centro-Nord si posizionano sempre su livelli più elevati. La spesa in conto capitale,dal canto suo, presenta negli anni un andamento simile fra Centro-Nord e Mezzogiorno e livelli simili in termini di valori procapite: tuttavia, a partire dal 2016 l’andamento delle due aree torna a divergere, con una spesa procapite del Centro-Nord di quasi 500 euro più elevata di quella del Mezzogiorno.

Nel complesso, la spesa pubblica procapite della Campania è di 12.575 euro, all’ultimo posto tra le regioni meridionali..

Fondi Ue
La banca dati della Ragioneria Generale dello Stato fotografa l’avanzamento degli impegni e dei pagamenti effettuati nelle regioni del Mezzogiorno al 31 dicembre 2018. In generale, l’avanzamento dei pagamenti rispetto alle risorse è fermo al 16% a fronte di una media del Centro-Nord di quasi il 24%. La differenza è ancora più marcata confrontando la percentuale di avanzamento degli impegni rispetto alle risorse, che al Mezzogiorno è pari al 30% mentre al Centro-Nord al 47,7%.

La Campania registra una percentuale di avanzamento degli impieghi del 26% e un livello di avanzamento dei pagamenti del 14%.

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