Economia della Campania azzerata dalla pandemia, l’analisi impietosa di Banca d’Italia

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La pandemia ha cancellato anni di crescita, spazzando via interi settori dell’economia campana. E’ l’analisi, impietosa, emersa dal Rapporto di Banca d’Italia presentato ieri mattina presso la sede di Napoli. Nonostante il calo del prodotto interno lordo, nel 2020, in Campania sia stato inferiore alla media nazionale (8,2 contro 8,9 per cento) gli altri indicatori sono disastrosi. In termini di valore aggiunto l’industria locale è tornata ai livelli del 2014, per i servizi è il peggiore degli ultimi 10 anni e per le costruzioni fa registrare un calo del 5,8 per cento. Industria e servizi sono tra i settori più colpiti: nel primo caso il 28 per cento delle aziende denuncia un calo di fatturato nel 2020 mentre per i servizi questo decremento riguarda il 38 per cento delle attività campane. Male l’export, meno 6,4 per cento, per via della diminuzione di affari di aerospazio, moda e vendita di materiali elettrici e elettronici. Tengono bene, invece, i settori agroalimentare e farmaceutico. Completamente devastato il turismo: meno 70 per cento di presenze turistiche, sempre nel 2020, meno 75 per cento di traffico passeggeri all’Aeroporto internazionale di Napoli Capodichino, meno 56 per cento di passeggeri sui traghetti e azzeramento dei crocieristi, che nel 2019 erano stati 1,5 milioni. In termini generali, nel 2020 il 56 per cento delle imprese campane registra utili, contro il 70 per cento dell’anno precedente.