Edilizia, il mercato non riparte, l’Ance: Costruttori, andate all’estero

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In Italia l’edilizia non riparte. In attesa che gli attesi provvedimenti del Governo (a partire dalla detassazione della prima casa) inneschino la ripresa dell’edilizia – condizione essenziale per l’effettivo rilancio del Paese – i costruttori puntano ad allargare il mercato estero. “L’internazionalizzazione delle imprese edili italiane” è ormai l’obiettivo prioritario del Comitato Pmi Internazionale dell’Ance”, come afferma il presidente Gerardo Biancofiore. E ora è anche il titolo di una guida all’estero realizzata dall’Associazione in cui sono indicati gli strumenti finanziari e assicurativi a sostegno dei progetti di internazionalizzazione, con una dettagliata indicazione di tutte le forme di finanziamento e copertura del rischio attivabili, oltre alla puntuale descrizione della disciplina comunitaria e nazionale in materia di appalti pubblici. Una regolamentazione che, con le direttive sugli appalti susseguitesi negli anni, consente alle imprese di poter concorrere a parità di trattamento, o quasi, con i competitor dello stato membro che ha bandito la gara. La guida dell’Ance indica anche quali siano le informazioni legislative più rilevanti da approfondire per chi intenda partecipare ad appalti extra- Ue. Malgrado la minore armonizzazione e trasparenza delle norme, anche fuori dei confini comunitari è possibile, in epoca di globalizzazione, cogliere opportunità rilevanti, purché si pianifichi la partecipazione, cominciando dalla puntuale conoscenza di mercati e normative, a cominciare dalle guidelines di “donors” internazionali come la Banca Mondiale. “In questi anni – dichiara Biancofiore – abbiamo assistito a una crisi senza precedenti del mercato nazionale delle costruzioni”.Francesco Tuccillo E Francesco Tuccillo, presidente dell’Acen di Napoli, rincara: “Il settore delle costruzioni è quello che soffre di più. Basta ricordare che dal 2007 al 2014, nella sola città di Napoli, il Pil è calato del 26% e sono rimasti senza lavoro 70mila addetti con un crollo del 39%”. Insomma, se questo è il quadro, è chiaro che il mercato estero ha assunto un ruolo centrale per le imprese italiane. Nel 2014 si è assistito all’ottavo anno consecutivo di crescita delle nostre imprese all’estero, sia in termini di fatturato che di commesse acquisite. L’industria italiana delle costruzioni è una delle più importanti, avanzate e apprezzate al mondo. Oggi le imprese italiane hanno sviluppato una presenza capillare sui mercati internazionali: operano in circa 90 Paesi nei 5 continenti, con un fatturato estero in costante crescita, giunto a oltre 100 miliardi di euro”. L’obiettivo è riuscire a incrementare la presenza delle imprese, soprattutto piccole e medie, sui mercati emergenti, attraverso “lavoro di squadra”, formazione e attivazione di politiche a favore del settore. “I nuovi mercati – secondo l’Ance – rappresentano una concreta opportunità di crescita per le Pmi, se affrontata con competenza, con un’analisi e una valutazione delle proprie capacità e delle proprie potenzialità, una sorta di check-up interno all’azienda. Ed in questo – afferma Biancofiore – siamo in prima linea nell’affiancare le imprese”. L’Ance sta facendo da tempo un grande sforzo per promuovere la presenza delle Pmi all’estero, ponendosi quale motore di un “Sistema Paese” che vede in primo piano la Rete diplomatica e Consolare agire a sostegno del settore, in stretta collaborazione con le banche italiane, Confindustria, Sace, Simest e Agenzia Ice.