Editing del Dna:
rischio eugenetica?

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A cura di Roberto Paura Il grido d’allarme in Italia lo ha lanciato il biologo Angelo Vescovi dell’Università di Milano-Bicocca: “Vogliono creare Ogm umani,mettendo a rischio tutta la specie”. Un’accusa che non A cura di Roberto Paura Il grido d’allarme in Italia lo ha lanciato il biologo Angelo Vescovi dell’Università di Milano-Bicocca: “Vogliono creare Ogm umani,mettendo a rischio tutta la specie”. Un’accusa che non vede unanime la comunità scientifica ma che ha trovato spazio sulla prestigiosa rivista americana Nature, dove cinque eminenti scienziati hanno chiesto ai colleghi di interrompere ogni pratica di editing del genoma di embrioni o di cellule germinali umane. Il rischio sarebbe infatti quello di trasmettere alle generazioni future modifiche al genoma di cui non conosciamo gli effetti sul lungo periodo. Una preoccupazione rilanciata anche sulla rivista Science da David Baltimore, già direttore del California Institute of Technology: “Dobbiamo vietare tentativi di creare esseri umani geneticamente modificati prima che sia fatta chiarezza sulla tecnica”, scrive. La tecnica è quella dell’editing mirato del genoma mediante nucleasi artificiale, promettente per la possibilità di curare le malattie genetiche. Attraverso enzimi artificiali, si “taglia” il Dna permettendo di inserirvi una sequenza creata appositamente in laboratorio. L’applicazione di queste tecniche sulle linee germinali potrebbe curare in futuro malattie come tumori, diabete e difetti genetici ereditari, ma permetterebbe alla prole di ereditare le modifiche.Gli scienziati hanno chiesto ai loro colleghi unamoratoria in attesa che ulteriori ricerche permettano di prevedere con sicurezza i rischi potenziali per le future generazioni. “Siamo esseri umani, non ratti transgenici”, avverte Edward Lanphier, presidente dell’Alliance for Regenerative Medicine.