Effetto Grecia: borse in picchiata, si rafforzano Usd e Yen

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A cura di Antonio Arricale

La Grecia è sull’orlo del baratro. Si prevede un lunedì difficile per i mercati. Oggi (e per i prossimi sei giorni) le banche e la borsa di Atene restano chiuse. Lo ha annunciato il premier greco Tsipras dopo che la Bce aveva deciso di non concedere ulteriore liquidità. Il governo ellenico ha deciso di indire un referendum per il prossimo 5 luglio sul piano Ue. In un’intervista il ministro delle Finanze greco Varoufakis chiede ai capi di governo dell’Ue di agire per evitare il disastro. Il ministro Pier Carlo Padoan rassicura gli italiani: “Abbiamo armi contro le speculazioni”, ha dichiarato al Corriere della Sera. Ma la reazione dei mercati intanto non si è fatta attendere. Per le borse europee è stato un avvio all’insegna delle vendite, nella scia peraltro delle piazze asiatiche. A Tokyo, infatti, l’indice Nikkei ha chiuso con una discesa del 2,88% a 20.109 punti, il più ampio Topix del 2,53% a 1.624 punti. Il Dax tedesco ha ceduto subito -3,3% a 11.112,95 punti; la borsa di Parigi ha aperto addirittura peggio, con l’indice Cac che segna un tonfo -4,7% a 4.821,86 punti, mentre il Ftse 100 di Londra -2,2% a 6.604,23. Per non parlare dell’indice Ftse Mib di Milano, praticamente in caduta libera, vicino a -5% a 22.618,45. L’effetto Grecia ha fatto volare lo spread fra Btp e Bund tedeschi in apertura di contrattazioni a 197 punti contro la chiusura di venerdì a 123,56 punti. Tonfo dei BTP e dei Bonos spagnoli; i tassi sui BTP decennali sono volati di 57 punti base al 2,72%, quelli spagnoli +43 punti base al 2,54%. Rally dei Bund, con i tassi decennali che sono crollati allo 0,72%. Buy anche sui Treasuries Usa, che hanno segnato il rialzo maggiore dal 2013. I futures sullo S&P 500 sono in ribasso -1,6%. Situazione non dissimile sul mercato delle valute. Il risk-off sui mercati sul concreto timore di un default della Grecia sta spingendo la speculazione verso le valute rifugio quali dollaro Usa e yen. L’euro/dollaro è sceso questa mattina fino a 1,0955 per poi risalire in area 1,108. A rafforzarsi maggiormente sul forex è lo yen che guadagna terreno anche sul dollaro con usd/jpy in calo di quasi una figura a 122,9.

Borse asiatiche

Borse asiatiche in forte calo questa mattina dopo che la Grecia ha imposto la chiusura delle banche con il Paese ad un passo dal default. Chiusa questa mattina anche la borsa di Atene. In giornata si attendono sviluppi nelle trattative con i creditori, con la speranza di un salvataggio all’ultimo minuto. Il Nikkei arretra del 2,88%, Hong Kong cede il 2,6% mentre Seoul perde l’1,4%. Forte ribasso anche a Shanghai dove l’indice Composite segna un calo attorno ai 3 punti percentuali. Sul fronte macroeconomico da segnalare il secondo mese consecutivo di progresso per le vendite retail in Giappone nel mese di maggio, dopo quattro mesi di fila in declino. Secondo quanto comunicato dal ministero di Economia, Commercio e Industria, le vendite al detta glio nel Sol Levante sono infatti aumentate lo scorso mese del 3,0% dopo il balzo del 5,0% di aprile, che aveva fatto seguito al crollo del 9,7% registrato in marzo (-1,7% in febbraio). Il dato si confronta con la crescita limitata all’1% attesa dagli economisti. Come per aprile anche in maggio la crescita è in gran parte legata al declino iniziato lo scorso anno in seguito all’incremento dell’imposta sui consumi (in vigore dall’aprile 2014). Su base mensile rettificata stagionalmente la lettura è per una crescita dell’1,7% che rappresenta il tasso più elevato dallo scorso settembre e si confronta con lo 0,4% di aprile (-1,8% in marzo) e contro il progresso dell’1,0% atteso dagli economisti. Dopo il moderato progresso segnato in aprile, invece, la produzione industriale del Sol Levante torna a segnare un significativo declino. In maggio, infatti, la lettura indica una flessione del 2,2% su base mensile, contro il progresso dell’1,2% di aprile e peggio del calo dello 0,8% atteso dagli economisti. Su base annuale la lettura preliminare indica un crollo del 4,0% (calo peggiore dal giugno 2013) dopo il progresso dello 0,1% della lettura finale relativa ad aprile e contro il 2,3% di declino del consensus. Secondo il sondaggio condotto dal ministero di Economia, Commercio e Industria, le aspettative sono di un progresso dell’1,5% in giugno e dello 0,6% in luglio. In Cina la People’s Bank of China ha annunciato sabato il quarto taglio dei tassi d’interesse da novembre, nel tentativo di rilanciare l’economia del Paese avviata verso la crescita del Pil più bassa in un quarto di secolo quest’anno. L’istituto centrale ha ridotto il tasso d’interesse sui prestiti a un anno di 25 punti base al 4,85% e dello stesso valore quelli sui depositi, il cui tasso è stato portato al 2,00%. Il precedente taglio era stato annunciato i l 10 maggio. Tra i singoli titoli Honda Motor ha toccato un declino del 2,6% a Tokyo dopo che venerdì aveva rivisto i risultati dell’esercizio fiscale chiuso a fine marzo, a causa dei costi aggiuntivi legati ai nuovi recall di veicoli equipaggiati con gli airbag prodotti dall’altra giapponese Takata. Il terzo maggiore gruppo automobilistico del Sol Levante ha abbassato da 651,68 a 606,88 miliardi di yen il dato sugli utili operativi nell’anno. Dopo la revisione il risultato segna un declino del 19% rispetto al precedente anno fiscale. La performance di Honda è comunque in linea con quella del Nikkei 225, in deciso arretramento sulla crisi greca. Legend Holdings ha registrato modesti rialzi a Hong Kong, che si confrontano però con il crollo superiore al 3%, nel giorno del debutto sulla piazza asiatica. La capogruppo di Lenovo ha raccolto nella sua Ipo quasi 2 miliardi di dollari, con il pricing a 42,98 dollari di Hong Kong, praticamente al valore più elevato della forchetta prevista di 39,80-43,00 dollari. Legend ha piazzato sul mercato il 15% del capitale e la valutazione sfiora i 13 miliardi di dollari.

Borsa Usa

Investitori ancora appesi agli sviluppi della crisi greca e Wall Street dopo due sedute in territorio negativo chiude venerdì 26 giugno con performance difformi, ma l’ottava è stata tutta in segno meno. La Grecia venerdì ha respinto un’estensione di cinque mesi del piano di salvataggio, alla vigilia di un incontro cruciale tra i ministri delle Finanze dell’Eurozona per decidere le sorti di Atene. Resta aperta la scadenza del 30 giugno per il rimborso di 1,8 miliardi di dollari di debito al Fondo monetario internazionale. “Se il problema verrà risolto avremo un mercato buono, ma potrebbe venire tutto giù dopo il 30 giugno”, ha detto a Reuters James Meyer, chief investment officer di Tower Bridge Advisers. Sul fronte macro, positivi i dati sulla fiducia, che hanno contribuito a sostenere i corsi. La lettura finale di giugno dell’indice sulla fiducia dei consumatori stilato dalla University of Michigan è stata rivista a 96,1 punti da quella preliminare di 94,6 che coincideva anche con le attede degli analisti. Il dato segna un progresso significativo rispetto ai 90,7 punti di maggio, è il più elevato dai 98,1 punti segnati in gennaio e si confronta con gli 82,5 punti del giugno 2014. Protagonista di giornata, sul fronte societario, è stata Nike +4,27% che ha sostanzialmente garantito una chiusura in segno positivo al Dow Jones Industrial Average. Il colosso Usa dello sportswear ha presentato giovedì dopo la chiusura di Wall Street risultati relativi al quarto trimestre, chiuso lo scorso 31 maggio, con profitti netti in crescita da 698 milioni di dollari, pari a 78 centesimi per azione, a 865 milioni, e 98 centesimi. I ricavi sono aumentati da 7,43 a 7,78 miliardi di dollari. Il consensus era per un eps di 83 centesimi e 7,69 miliardi di ricavi. Il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato 56,72 punti pari allo 0,32% a quota 17.947,08. L’S&P 500 ha invece perso 0,82 punti pari allo 0,04% a 2.101,49. Il Nasdaq Composite ha segnato un declino dello 0,62% pari a 31,69 punti a quota 5.080,51. La seduta dell’indice tecnologico Usa è stata pesantemente condizionata da Micron Technology -18,15% che ha spinto al ribasso anche il colosso dei chip Intel -3,03% (peggiore performance di giornata per il Dow). Micron ha presentato giovedì a mercati chiusi risultati per il suo terzo trimestre, chiuso lo scorso 4 giugno, segnati dal declino degli utili da 806 milioni di dollari, pari a 68 centesimi per azione, a 491 milioni, e 42 centesimi. L’eps rettificato si è attestato a 54 centesimi contro i 57 del consensus di FactSet. I ricavi sono calati del 3% a 3,85 miliardi (anche a causa del declino del 10% dei prezzi di vendita delle memorie Dram). Anche in questo caso peggio delle attese: gli analisti di FactSet avevano previsto 3,9 miliardi. E venerdì per Micron è arrivata una pioggia di tagli al target price. Wells Fargo ha ridotto il prezzo obiettivo di Micron da 20-25 a 17-20 dollari. Jp Morgan lo ha tagliato da 33 a 29. E ancora: Pacific Crest da 32 a 26 dollari, Raymond James da 40 a 38 dollari e Stifel Nicolaus da 41 a 35 dollari. E a ruota sono arrivati anche i problemi per Intel: Jefferies ne ha ridotto il prezzo obiettivo da 48 a 45 dollari (il titolo ha chiuso appena sopra quota 31 dollari), pur confermando il giudizio buy. Gli analisti di Jefferies hanno rivisto al ribasso le stime di eps di Intel sia per quest’anno che per il prossimo in scia proprio alla trimestrale di Micron, che ha citato l’indebolimento del trend di vendite dei pc nel breve. E Jefferies ha trasferito questo indicatore sul leader di settore. Nell’ottava il Dow ha perso 66,83 punti pari allo 0,37% mentre l’S&P 500 ha lasciato sul terreno lo 0,38% (0,85 punti). Il Nasdaq Composite è arretrato dello 0,69% pari a 35,17 punti.

Europa

Forti vendite sull’azionario europeo dopo il fallimento delle trattative fra Bruxelles e Atene. Durante i primi scambi il Dax tedesco cede il 4,22%, il Cac 40 francese il 4,16%, l’Ibex 35 il 4,62% e il Ftse 100 britannico il 2,11 per cento. In pesante ripiegamento anche il Ftse Mib italiano (-4,52%). Appesantito dal sell-off tutto il comparto bancario europeo. In Germania Deutsche Bank cede il 6,01% e Commerzbank il 5,45%. Sulla prima pesa anche quanto riportato da Financial Times: l’ex co-amministratore delegato Anshu Jain avrebbe ammesso che alcune dichiarazioni in merito allo scandalo Libero rese alla Bundesbank potrebbero essere state inaccurate. Il quotidiano britannico ha citato un rapporto confidenziale alla BaFin.

Italia

Lunedì nero a Piazza Affari dopo che si è concretizzato lo scenario peggiore e più temuto, la rottura delle trattative con la Grecia che ha già portato alla decisione di chiudere le banche elleniche consentendo, pare, un massimo di prelievo di 60 euro al giorno per i cittadini. Crollano il Ftse Mib che segna un calo del 2,11%, il Ftse Italia All Share del 2,47%, il Ftse Italia Star del 3,77%. Venerdì Piazza Affari aveva chiuso con il segno più l’ultima seduta della settimana. L’indice Ftse Mib era stato registrato in progresso dello 0,67% a quota 23.800 punti cavalcando il riemergere di un moderato ottimismo per un accordo tra Grecia e creditori. Tra le blue chip di Piazza Affari si segnalava la debolezza di Saipem (-1,58% a 9,91 euro) che aveva pagato anche l’intonazione negativa del petrolio. In spolvero invece le utilities A2A (+3,275) ed Enel (+2,83%). Tra i titoli della galassia Agnelli si era mossa bene Fca (+1,81%) tornata di slancio sopra quota 14 euro. Rush per il titolo UnipolSai che segnava la miglior performance all’interno del Ftse Mib con un progresso di oltre il 3% a 2,342 euro. Venerdì è stato l’ultimo giorno di negoziazione delle azioni di risparmio UnipolSai di categoria A e B e delle privilegiate UGF. Da lunedì 29 giugno saranno negoziate esclusivamente le ordinarie UnipolSai e UGF a seguito della conversione obbligatoria in azioni ordinarie decisa dalla società. Seduta altalenante per Telecom Italia che ha chiuso a quota 1,184 euro (+0,42%) nel giorno del cda della tlc italiana. Il presidente di Telecom Italia, Giuseppe Recchi, ha rimarcato che al momento non è prevista la convocazione di un’assemblea volta a deliberare l’ingresso nel board di rappresentanti di Vivendi, diventata azionista di riferimento del gruppo con una quota del 14,9%, ma presto ci sarà un incontro con i vertici del gruppo francese. Secondo le indiscrezioni riportate da Repubblica, il gruppo guidato da Vincent Bolloré avrebbe chiesto due posti nel cda di Telecom Italia, ma nessuno degli attuali consiglieri sarebbe disposto ad abbandonare il cda. La soluzione quindi potrebbe essere quella di passare per l’assemblea per aumentare il numero di membri del cda, attualmente 13.


I dati macro attesi oggi

Lunedì 29 luglio 2015

01:50 JPY Produzione industriale (Mensile)

01:50 JPY Vendite al dettaglio (Annuale)

07:30 EUR Indice EUR/USD di Investing.com

07:30 GBP Indice GBP/USD di Investing.com

07:30 CAD Indice USD/CAD di Investing.com

07:30 JPY Indice USD/JPY di Investing.com

07:30 AUD Indice AUD/USD di Investing.com

07:30 NZD Indice NZD/USD di Investing.com

07:30 CHF Indice USD/CHF di Investing.com

07:30 USD Indice Oro di Investing.com

07:30 USD Indice S&P 500 di Investing.com

09:00 EUR IPP in Spagna (Annuale)

09:00 EUR IAPC spagnolo (Annuale)

14:00 EUR IPC in Germania (Mensile)

14:30 CAD RMPI (indice prezzi materie prime) (Mensile)

16:00 USD Contratti pendenti di vendita di Abitazioni (Mensile)