Egitto, il presidente della Camera di commercio italiana: Industrie ancora operative

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Nonostante la gravità della crisi del coronavirus, il comparto industriale in Egitto è ancora operativo e gli investimenti italiani continuano ad andare avanti. Lo ha detto Alberto Borchiellini, nuovo presidente della Camera di commercio italiana per l’Egitto (Cci), in una dichiarazione ad “Agenzia Nova”. “Al momento, c’è una situazione molto difficile prima in Italia e in secondo luogo qui in Egitto”, ha spiegato Borchiellini. “Gli investimenti italiani qui stanno andando avanti, seguendo i regolamenti e le raccomandazioni adottate dal governo. Il comparto industriale funziona ancora”, ha detto il presidente della Cci. “Per quanto riguarda i nuovi investimenti, invece, è tutto sospeso e stiamo aspettando che la crisi del coronavirus finisca”, ha indicato Borchiellini. “Noi abbiamo chiuso gli uffici e stiamo lavorando a distanza”, ha aggiunto il presidente della Cci. Con i suoi oltre 100 milioni di abitanti, l’Egitto è il paese arabo più popoloso e, potenzialmente, rappresenta un bacino ideale per la diffusione dell’epidemia di Covid-19. Le misure stringenti del governo del Cairo suggeriscono che la situazione potrebbe essere molto peggiore di quella presentata ufficialmente, pari a circa 350 contagi. Per far fronte all’emergenza, il governo ha messo in campo un pacchetto di assistenza di 30 miliardi di sterline egiziane (circa 1,8 miliardi di euro) destinato alle imprese, ma potrebbe non essere sufficiente. Senza interventi massicci, l’economia potrebbe essere colpita molto duramente della crisi, rischiando di vanificare i sacrifici compiuti per ricevere i prestiti dal Fondo monetario internazionale (Fmi). Il governo egiziano ha annunciato lo scorso 17 marzo anche la riduzione del prezzo del gas naturale per uso industriale a 4,5 dollari per mmbtu (milioni di Btu, British termal unit), riducendo le imposte sui dividendi per le società quotate in borsa al 5 per cento nel tentativo di attenuare l’impatto della diffusione del coronavirus. Eppure, secondo un articolo del quotidiano “Al Ahram”, il principale giornale del paese, insolitamente critico nei confronti del governo, il settore manifatturiero in Egitto è particolarmente esposto alla crisi; le spedizioni verso principali mercati esteri – Stati Uniti ed Europa – sono infatti sospese, ma le aziende lamentano di continuare a pagare salari, tasse, assicurazioni e interessi sui prestiti. Se lo Stato non interviene in modo massiccio, i produttori e gli esportatori rischiano di andare in sofferenza, trascinando nella crisi anche il settore creditizio. È quindi possibile, anzi probabile, che il governo vari un nuovo decreto “ad hoc” per esentare produttori ed esportatori dai pagamenti per almeno due mesi.