Eleonora Pimentel Fonseca in scena con il Teatro Storico degli Appassionati

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di Fiorella Franchini

Torna il 24 e il 25 maggio sul palcoscenico del Teatro Immacolata di Napoli lo spettacolo Eleonora Pimentel Fonseca, scritto e diretto da Ersilia Di Palo, interpretato dal Gruppo culturale “Gli Appassionati”. La rappresentazione, tratta dal libro “Donna Lionora: La Vera Storia Di Eleonora Pimentel Fonseca”, fa parte di un progetto di “Teatro Storico” per le scuole portato avanti dall’autrice allo scopo di trasmettere la memoria della città e gli ideali etici, civili ed umani, per contribuire all’educazione e formazione delle nuove generazioni.

Un teatro “amatoriale” per il quale l’aggettivo utilizzato rende malamente la passione e l’impegno di chi lo fa. Le compagnie filodrammatiche costituiscono una realtà viva e dinamica, sono composte da persone che sera dopo sera, oltre il lavoro e gli impegni familiari, portano avanti, in maniera gratuita e volontaria, il proprio amore per il Teatro, contribuendo alla crescita culturale e sociale della comunità in cui vivono e diffondendo l’amore e la conoscenza delle arti sceniche. Una vera e propria palestra artistica capace di offrire un’insostituibile opportunità formativa e aggregativa. Ersilia di Palo ha sposato questa causa e ha affinato un metodo che, grazie alla sua lunga esperienza di insegnante e di operatrice culturale, umanizza i personaggi, mettendone in luce i sentimenti più intimi e avvicinandoli agli spettatori. Un teatro che spesso non fa notizia o che fa sorridere chi è abituato a professionalità interpretative più alte, ma che spesso è stato fucina di attori e attrici divenuti poi famosi, luogo di sperimentazione e di creazione di nuovi linguaggi senza l’assillo dei costi di gestione e delle aspettative di un prodotto professionale.

Secondo il registra teatrale di origini polacche Jerzy Grotowski il rinnovamento può venire solo dal cosiddetto “teatro povero” quello con pochi attori, quello delle “compagnie da camera … oppure da dilettanti che lavorando al margine del teatro professionista, da autodidatti siano arrivati ad uno standard tecnico di gran lunga superiore a quello richiesto nel teatro dominante; in una parola, pochi matti che non abbiano niente da perdere e che non temano di lavorare sodo”.

La scrittura teatrale di Ersilia di Palo è immediata, mira all’evoluzione dell’azione scenica.  Sono i personaggi che creano situazioni, assicurando coerenza tra la parola e l’azione. I dialoghi e i monologhi sono gli strumenti fondamentali, “giusti, credibili, finalizzati”, e il testo prende vita sul palco. I costumi, le musiche, i gesti, i toni della voce, tutto crea una partecipazione immersiva dello spettatore. E’ la magia del teatro che attiva contemporaneamente tutti i nostri sensi e le nostre percezioni.

Ersilia di Palo, portando in scena la sua Eleonora Pimentel de Fonseca, come per altri personaggi femminili, esalta il contributo dato al processo di emancipazione delle donne nella Storia, riporta il percorso femminile sotto i riflettori, per accrescere la consapevolezza che il progresso umano e culturale è sicuramente frutto anche dell’impegno politico, intellettuale e sociale delle donne. Dunque, “Benvenuti a teatro. Dove tutto è finto ma niente è falso” affermava Gigi Proietti, dove ci sono cuori umani nella sala, cuori umani sul palco, cuori umani nelle storie.