Elettronica, svolta grafene Salerno sentinella del Sud

19

A cura di Cristian Fuschetto

È flessibile come la plastica, otticamente trasparente come il vetro ma elettromagneticamente assorbente come un metallo, non a caso si è guadagnato l’appellativo di “materiale delle meraviglie”. È il grafene, uno stranissimo materiale bidimensionale costituito da uno strato di spessore di soli atomi di carbonio scoperto nemmeno 15 anni fa e che oltre a rivoluzionare la scienza dei materiali (nel 2010 è valso ai suoi scopritori il Nobel per la Fisica) sta ridefinendo il mercato dell’elettronica. È resistente, leggero e flessibile e ha una mobilità degli elettroni elevatissima. Un insieme di caratteristiche che consentono di sviluppare, per esempio, uno schermo elettronico flessibile come un tappetino di gomma. E questo è proprio uno degli obiettivi di Milesage, progetto ideato da un team di ricercatori guidati da Patrizia Lamberti, docente di Ingegneria elettrotecnica dell’Università di Salerno, unico ateneo del Mezzogiorno a rientrare nel Flagship Grafene, il più ambizioso piano di ricerca finanziato dalla Commissione Europea e dagli Stati membri con investimento totale di circa 1 miliardo di euro da qui al 2020. In tutto, tra atenei, istituti di ricerca e imprese, i partner italiani coinvolti nella Flagship sono ventitré e, per l’appunto, al di qua del Garigliano solo Salerno è presente con un proprio specifico indirizzo di ricerca. Schermi flessibili “L’intento di Milesage – spiega Patrizia Lamberti, affiancata in questo progetto da Vincenzo Tucciè quello di realizzare uno schermo elettromagnetico innovativo che lavori alle frequenze radio sfruttando una delle caratteristiche del materiale, ovvero quella di rispondere in maniera differenziata a particolari stimoli fisici. In questo modo avremo la possibilità di dar vita a un dispositivo informatico completamente inedito, trasparente e flessibile”. Il grafene è infatti più flessibile delle alternative ceramiche come l’ossido di indio-stagno e più trasparente rispetto alle pellicole metalliche. Lo strato di grafene ultra-flessibile potrebbe consentire la realizzazione di un’ampia gamma di prodotti, inclusa l’elettronica arrotolabile. Infatti, organizzando fogli sottili di grafene a più strati come una sorta di sandwich, intervallati da polimero, si riesce a realizzare un componente o dispositivo elettronico allungabile come la gomma ma che permette di guardare attraverso esso senza lasciar passare in maniera “indenne” un campo elettromagnetico, filtrando particolari frequenze e realizzando quello che viene definito “schermo elettromagnetico”. Il meeting a Fisciano Da un punto di vista più teorico il gruppo di ricerca impegnato nel Laboratorio di Caratterizzazione Elettromagnetica dei Materiali del Diem (Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, Ingegneria Elettrica e Matematica Applicata) dell’Università di Salerno si occuperà di simulare mediante il comportamento elettromagnetico del dispositivo al fine di correlare dati sperimentali e teorici non più, come succede normalmente, con un metodo basato su test di prova ed errore ma con un approccio “ingegneristico ottimizzato”. Un primo confronto per discutere i vari aspetti del progetto e, ma non solo, sarà la “Giornata sulle attività di ricerca sul grafene e ossido di grafene” in programma al campus di Fisciano il prossimo 27 aprile. Alla giornata parteciperanno anche ricercatori dell’Enea di Portici, che da tempo studiano invece le possibili applicazioni del grafene all’industria fotovoltaica sfruttando le sue ottime proprietà di conducibilità elettrica e conduttività termica, incomparabili rispetto a quelle di qualsiasi altra sostanza.