Elezioni, D’Arrigo (Ang): “Si parli di politiche pubbliche per nuove generazioni”

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Roma, 17 gen. (Labitalia) – “In riferimento ai giovani, mi auguro che tutti i partiti e le varie coalizioni non parlino più semplicemente di ‘politiche giovanili’, ma di politiche pubbliche per le nuove generazioni”. Lo dice, in un’intervista a Labitalia, Giacomo D’Arrigo, direttore generale Agenzia nazionale per i giovani, in vista dell’appuntamento elettorale di marzo. “Basta quindi -spiega- parlare di ‘politiche giovanili’ perché il recinto di queste politiche giovanili, importante forse ieri per dare visibilità e ruolo ai giovani, oggi produce esclusivamente un risultato che finisce per penalizzare proprio coloro che dovrebbe valorizzare, chiudendoli in un ghetto generazionale isolante, come a dire: ‘Voi occupatevi delle politiche giovanili che al resto delle cose serie ci pensiamo noi’. Basta. E’ il tempo di proposte diverse, che rendano i giovani protagonisti e parte del tutto”.

“Non penso -osserva D’Arrigo- che le esigenze dei giovani siano davvero il fanalino di coda delle iniziative del governo. Basti pensare anche solo all’ultima finanziaria che introduce misure di contribuzione al lavoro giovanile; oppure al ‘Bonus Cultura’, ’18 App’ e ancora ‘Resto al Sud’ a favore dei giovani del Mezzogiorno. Per non parlare dei programmi europei attuati con successo in Italia come Erasmus+”. “Ritengo che l’Agenzia nazionale per i giovani -sottolinea- abbia fatto un ottimo lavoro in questi anni e soprattutto nei primi suoi 10 anni di vita. La mole di lavoro è cresciuta notevolmente, segno che i giovani sono più attivi di ciò che pensiamo. Abbiamo sempre impegnato il 100% di risorse europee messe a disposizione grazie ai programmi europei, prima ‘Gioventù in Azione’, oggi ‘Erasmus+’. Veniamo da un anno -ammette- in cui abbiamo celebrato i nostri risultati frutto di un lavoro costante sul territorio a contatto quotidiano con le nuove generazioni”.

“Alcuni numeri -ricorda- di questi 10 anni, tanto per dare un’idea: oltre 97 milioni di euro impegnati e spesi, più di 110.000 giovani che grazie ai progetti di mobilità in Europa hanno investito nel loro talento, trovato la loro strada, avviato una loro attività creato il loro futuro”. “Un dato di non poco conto -fa notare Giacomo D’Arrigo- è relativo anche al fatto che il 21% dei partecipanti al programma ha avuto minori opportunità proprio perché Erasmus+ è un programma per tutti, che punta a coinvolgere soggetti svantaggiati. Considerato il grande potenziale espresso, mi auguro venga, a livello nazionale, potenziato, anche alla luce di futuri impegni che vedono un aumento delle risorse europee destinate ad Erasmus+ che l’Agenzia dovrà gestire e la nuova sfida legata al Corpo europeo di solidarietà”.