Elezioni in Baviera, crollo Csu e boom dei Verdi

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Monaco, 14 ott. (AdnKronos) – Tutto come da pronostico. In Baviera crolla la Csu, i Verdi diventano il secondo partito e la Spd tracolla. Le ultime proiezioni di voto in Baviera della tv Zdf, aggiornate alle 21, danno la Csu al 37,4%, un risultato lievemente migliore ai primi exit-poll, che davano l’Unione cristiano sociale inchiodata al 35,5%. “Non è un buon risultato e me ne assumo la responsabilità” ha detto il leader dell’Unione cristiano sociale, ramo bavarese della Cdu Angela Merkel. “Naturalmente – ha aggiunto Seehofer, premier del land meridionale tedesco fino a qualche mese fa, quando è diventato ministro degli Interni nel governo federale – nelle prossime settimane sarà importante esaminare attentamente cosa ha causato questo risultato”. Il ministro ha quindi anticipato che ci saranno conseguenze, senza entrare in dettaglio.

I Verdi si confermano secondo partito con il 17,8%, mentre non ci sono variazioni sul tracollo dell’Spd, al 9,5%. I populisti dell’Afd entrano per la prima volta nel Parlamento bavarese, con il 10,5% dei voti, e per la prima volta entra anche il partito di protesta ‘Liberi elettori’, che prende l’11,7% dei voti. Ultimi la Linke ed i liberali dell’Fdp, rispettivamente al 3,1 ed al 5%.

Se confermato quello che emerge dagli exit pool siamo di fronte a un cambiamento politico di portata nazionale. La Csu ha governato in Baviera dal 1957 e, a parte un periodo di 5 anni, ha sempre avuto la maggioranza assoluta in parlamento dal 1962. Si conferma la forte crescita del partito ambientalista tanto da far parlare di possibile governo di coalizione nero-verde: una rimonta che ha il volto della 33enne Katherine Schulze. “Il successo dei Verdi nelle elezioni in Baviera è un buon segno per tutta la Germania” ha detto la presidente dei Grunen tedeschi, Annalena Baerbock, commentando il secondo posto ottenuto dal suo partito. “La Baviera – ha detto – ha scelto la compostezza, l’umanità e i diritti umani e questo è un buon segno per tutta la Germania”. Secondo la Baerbock, “chiunque corra dietro alla destra perde” e il risultato di oggi dimostra che i partiti possono vincere con “risposte politiche”.

Con la ‘debacle’ degli alleati della Cdu in Baviera – al governo con la Cdu e la Spd a Berlino – siamo di fronte all’avvio di una fase di transizione politica per la cancelliera dopo più di 13 anni al potere. A oggi la cancelliera Angela Merkel sta ancora scontando – in termini di compattezza del suo esecutivo e di consenso nell’elettorato – la decisione di aprire i confini a diverse centinaia di migliaia di rifugiati in fuga da guerre e persecuzioni per evitare una catastrofe umanitaria. Nel settembre 2015 la Baviera si era trovata, infatti, improvvisamente sulla linea del fronte del dibattito politico tedesco ed europeo sulla crisi migratoria, sperimentando il grande afflusso, attraverso il confine meridionale, di richiedenti l’asilo provenienti da Medio Oriente ed Africa lungo la rotta dei Balcani occidentali.

Due settimane dopo la Baviera si voterà in Assia, altro appuntamento elettorale cruciale prima del congresso della Cdu a dicembre, dove Merkel chiederà i voti dei delegati per farsi rieleggere ai vertici del partito. Un voto scontato, secondo Volker Bouffier – governatore dell’Assia, che pronostica un chiaro appoggio alla cancelliera, malgrado la maggior parte degli analisti ormai predica un’uscita di scena di Merkel prima delle elezioni del 2021.