ElicaDEA, il team napoletano tra i finalisti di Bioupper

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di Paola Ciaramella

Arriva dall’Università Federico II uno dei dieci finalisti di Bioupper, l’iniziativa promossa da Novartis e Fondazione Cariplo, con la partecipazione di IBM e la collaborazione di Cariplo Factory, che favorisce la crescita delle startup italiane più innovative nel settore delle Scienze della Vita. Sono state più di 150 le candidature pervenute per la Call for Ideas, indirizzata a ricercatori e giovani talenti che sognano di tradurre un’idea in impresa, per aiutarli a elaborare e a presentare progetti innovativi di prodotto o di processo; durante il Selection Day del 20 luglio scorso – che ha chiuso la fase intermedia dell’edizione 2018 –, una giuria composta da rappresentanti di Novartis, Fondazione Cariplo e IBM, da esponenti del mondo scientifico e accademico italiano e della startup community, ha scelto le dieci proposte migliori, che accederanno ad un percorso di accelerazione presso la rete di incubatori distribuiti sul territorio nazionale. Tra queste c’è ElicaDEA, giovane startup napoletana che seguirà il percorso di accelerazione nell’incubatore certificato Campania NewSteel, promosso dalla Federico II e da Città della Scienza. Coordinato da Daniela Terracciano, ricercatore di Patologia clinica dell’Ateneo federiciano, il team intende mettere a punto TENPROProstate, un biochip per il dosaggio di un pannello di dieci marcatori prognostici, utili per scegliere la strategia terapeutica da adottare nei pazienti affetti da tumore alla prostata. Partendo da un unico prelievo di sangue, il kit consente di ottenere un indice di rischio legato alla probabilità che il paziente sia affetto da un tumore prostatico aggressivo. “I criteri che ci hanno guidati nella selezione dei finalisti sono la qualità del team, la scalabilità e la capacità del progetto di essere implementato e le dimensioni del mercato di riferimento in cui vogliono lanciarsi, per assicurare loro la giusta crescita”, ha commentato Roberto Ascione, Ceo di Healthware International e componente della giuria. Giunto alla terza edizione, dalla sua nascita ad oggi Bioupper ha prodotto numeri particolarmente significativi nel campo delle Scienze della Vita: il 70% dei progetti finalisti delle prime due ha raccolto investimenti per un totale di oltre 2.200.000 euro, provenienti da grant, investitori privati e venture capitalist; il 55% dei team si è costituito in impresa, mentre il 45% sta continuando la fase di sviluppo del proprio prodotto. Il 65% dei partecipanti, infine, ha stretto partnership commerciali e di co-sviluppo. L’edizione 2018 culminerà a dicembre, con la selezione dei 3 vincitori che riceveranno fino a 180mila euro ciascuno in servizi, per lo sviluppo del proprio progetto d’impresa, per un totale di 540mila euro.