Emergenza sanitaria, flash mob degli operatori del 118

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“Chi aggredisce il personale sanitario o danneggia arredi e strumenti va punito e condannato anche al risarcimento di tutti i danni perché non procedere contro coloro che si rendono protagonisti di atti di violenza può spingere altri a fare la stessa cosa, al di là dell’ingiustizia di non punire chi mette a rischio la vita delle persone e crea danni a beni comprati con i soldi di tutti noi”. A chiederlo il presidente del gruppo consiliare Campania Libera, Psi e Davvero Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione sanità, intervenuto al flash mob di protesta indetto dall’Associazione professionisti emergenza territoriale con la collaborazione della Cimo emergenza al Loreto mare. “Oggi ci siamo fermati per solo per 30 secondi perché il nostro lavoro ci impone di non poterci fermare neanche per 1 minuto, ma abbiamo voluto gridare, con il nostro silenzio, la nostra richiesta di aiuto”, dice il presidente dell’Apet, Natale De Falco, spiegando l’iniziativa alla quale hanno partecipato anche un delegato del Questore di Napoli, il direttore generale dell’Asl Napoli 1, Mario Forlenza, e il presidente dell’Ordine dei medici di Napoli, Silvestro Scotti.
Per ridurre le aggressioni ai danni del personale sanitario, soprattutto quello delle emergenze, la strada da seguire è quella di far seguire azioni penali agli atti di violenza e, per farlo, le forze dell’ordine devono contestare ai responsabili il reato di interruzione di pubblico servizio, così non è necessaria la querela di parte dell’aggredito per poter procedere”, aggiunge Borrelli, raccogliendo e facendo proprie le richieste degli operatori sanitari, prima di continuare con “la richiesta alle direzioni generali di ospedali e Asl a richiedere il pagamento dei danni e a costituirsi sempre parte civile nei processi contro i violenti”. “Un’ulteriore proposta emersa sulla quale sono pienamente d’accordo è quella del riconoscimento della qualifica di pubblico ufficiale per chi lavora negli ospedali e nelle ambulanze perché in questo modo l’azione penale sarebbe d’ufficio e le pene per chi aggredisce il personale sarebbero più severe” ha concluso Borrelli sottolineando che “chi commette atti di violenza mette a rischio la vita del personale medico ma anche quella dei pazienti che non possono ricevere la necessaria assistenza, ecco perché è necessario intervenire subito e con durezza estrema”.