Emeroteca Tucci, c’è il via libera per il due per mille Irpef

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L’Emeroteca Tucci di Napoli è stata ammessa tra le circa novecento associazioni culturali italiane alle quali potrà essere destinato per il 2016 il due per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. L’elenco è stato pubblicato il 30 aprile sul sito del ministero dei Beni e delle Attività Culturali. I requisiti richiesti per l’ammissione erano tre: presentazione della domanda e della documentazione entro l’11 aprile, la presenza nello statuto dell’attività e della promozione culturale come scopo sociale e la data di costituzione dell’associazione non inferiore a cinque anni, termine quest’ultimo facilmente superato considerato che la “Tucci” di anni ne ha centonove. Il patrimonio bibliografico della “Tucci” comprende poco meno di diecimila collezioni di giornali e riviste italiani e stranieri (circa trecentomila volumi) a partire dal 1648, ai quali si aggiungono quarantacinquemila libri degli ultimi sette secoli, manoscritti, bandi, mappe, stampe, lettere autografe, centoventi manifesti futuristi e una piccolo pinacoteca. Ogni anno centinaia di ricercatori e laureandi, provenienti da quattro continenti, frequentano le sale di consultazione per tesi di dottorato e di laurea. Nata come Sala Stampa dei giornalisti corrispondenti, l’associazione è sempre stata negli edifici postali: dal 1907 al 1936 nel Palazzo Gravina e dall’ottobre del 1936 nel Palazzo del Vaccaro in piazza Matteotti . Oltre al servizio di consultazione e assistenza gratuiti, la “Tucci” allestisce mostre, organizza convegni e seminari, promuove visite guidate e giornate di studio per istituti scolastici e gruppi universitari, pubblica monografie e cataloghi fuori commercio. Fondata e gestita da giornalisti, l’Emeroteca Biblioteca Tucci confida sul due per mille di una parte degli oltre centomila giornalisti italiani che potranno inserire nell’apposita casella della denuncia dei redditi il codice fiscale 80109270639. Il due per mille fino al 2015 era destinato soltanto ai partiti politici ma dal 21 marzo scorso, con un suo decreto, il presidente del Consiglio dei ministri ha raddoppiato il numero dei destinatari del contributo.