Emicrania cronica, invalidante per un paziente su due

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Roma, 1 ott. (AdnKronos Salute) – L’emicrania cronica (condizione che si manifesta per 15 giorni o più al mese, per oltre tre mesi) ha un impatto devastante sulla vita delle persone, genera ansia e provoca un impatto diretto sulla famiglia e sulle relazioni sociali: quasi la metà di chi ne soffre (48%) dichiara di sentirsi invalidato dalla malattia, un terzo (33%) di non sentirsi pienamente in grado di occuparsi dei figli e oltre un terzo (37%) di trascorrere con i figli meno tempo di qualità di quanto vorrebbe. E in quasi la metà dei casi (47%) non viene diagnosticata. E’ quanto emerge dai risultati di una recente indagine pilota condotta su 115 intervistati in Italia da Allergan, in collaborazione con l’European Migraine and Headache Alliance (Emha).

L’impatto sulla vita quotidiana è dunque evidente, con quasi due terzi degli intervistati (63%) che rivelano di essere demoralizzati per dover rinunciare a tempo di qualità con la famiglia e gli amici. Il 40% dichiara di trascorrere con il partner meno tempo di qualità di quanto vorrebbe e il 60% dichiara che l’emicrania gli ha rovinato le vacanze.

“Convivere con l’emicrania cronica impedisce di condurre una serena vita quotidiana. E’ davvero come vivere la vita a metà – sottolinea Elena Ruiz de la Torre, direttore esecutivo di Emha – Queste persone non possono prendersi cura dei loro cari e rendono meno al lavoro. Se poi aggiungiamo la vergogna che provano e lo stigma di cui sono oggetto, si comprende veramente l’urgenza di sensibilizzare l’opinione pubblica su questa patologia e l’importanza di affrontare pubblicamente queste questioni”.

Più della metà (53%) degli intervistati sente che le altre persone giudicano la loro emicrania come “banale mal di testa” e una percentuale simile di rispondenti (59%) ritiene che gli altri “non comprendano la gravità” di un attacco di emicrania. Chi ne è colpito si sente anche colpevolizzato, infatti il 54% dichiara che gli altri attribuiscono gli attacchi all’”incapacità di gestire lo stress” e il 37% che gli altri pensano che gli attacchi di emicrania sparirebbero se “cambiassero alimentazione”.

“Per troppo tempo l’emicrania cronica non è stata presa sul serio come la malattia davvero invalidante che è – ribadisce Cristina Tassorelli, professore ordinario di Neurologia dell’Università di Pavia, Dipartimento di Scienze del sistema nervoso e del comportamento, direttore dell’Headache Science Centre della Fondazione Mondino -Questi risultati dimostrano quanto sia importante per l’intera comunità medica dare priorità a cure, gestione e trattamento per le persone con emicrania cronica per alleviarne le sofferenze e ridurre il numero di giorni che perdono a causa di questa patologia invalidante”.