Enact, decidere è un gioco: roba da intelligenza (artificiale)

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Allenare una squadra di calcio, portare avanti un progetto scientifico o condividere strategie di business con clienti, per quanto attività molto diverse tra loro, poggiano tutte sullo stesso pilastro: la capacità di negoziare. Che si tratti di colleghi di università, compagni di squadra o soci in affari, saper negoziare tra ipotesi emergenti e in continuo mutamento è un’abilità essenziale per la riuscita di qualunque progetto. Basato su un innovativo gioco online, “Enact” punta a migliorare le abilità di negoziazione delle persone attraverso una delle piattaforme più innovative finora sviluppate in Europa. Si tratta di un’autentica pietra miliare nella formazione e valutazione psicologica: basato su recenti metodologie di modellizzazione cognitiva Enact è una piattaforma online molto duttile che fa dell’intelligenza artificiale il motore di una innovativa metodologia di training. Utilissimo acronimo per “Enhancing Negotiation skills through on-line Assessment of Competencies and interactive mobile Training”, Enact sta destando l’attenzione della comunità scientifica europea per la sua versatilità sia di applicazione sia di target.Onofrio GigliottaVale a dire che la nostra piattaforma – spiega Onofrio Gigliotta, ricercatore di Psicologia generale alla Federico II di Napoli e tra i responsabili del progetto – riesce a essere utilizzata sia da giovani ricercatori sia da businessman, o anche da atleti, con l’obiettivo di rendere più efficaci le proprie abilità di negoziazione”. Il che, nove volte su dieci, significa saper prendere le decisioni giuste nei tempi giusti. La Federico II è l’unico ateneo italiano del progetto e, insieme ai partner, ha presentato i risultati parziali della ricerca ieri a Roma presso lo Spazio Europa, a margine di un convegno niternaizonale. A guidare Enact è l’Università di Plymouth che, oltre all’ateneo federiciano, coordina un team composto dalla startup innovativa specializzata in robotica e intelligenza artificiale “Aidvanced srl”, dalla Fondazione Mondo Digitale, dal Ministero dello Sport della Turchia e da Fundetec (Fondazione spagnola impegnata sul digital divide). Avviato nel gennaio del 2014 e della durata di 24 mesi, il progetto vale 532.000 euro (di cui 400.000 finanziati dall’Unione Europea). “Lo scopo di Enact – spiega Davide Marocco, docente di Scienze Computazionali, Elettronica e Matematica presso l’Università di Plymouth e coordinatore del progetto – è sviluppare e testare una metodologia didattica e di valutazione innovativa per migliorare le capacità di negoziazione e di comunicazione in contesti educativi formali e informali. Il gioco on line che abbiamo progettato può essere utilizzato sia come strumento per l’auto-apprendimento, sia in contesti di apprendimento collaborativo insieme a metodologie di formazione tradizionale”. Tutti possono già testare la piattaforma andando sul sito del progetto (enactskills.eu): un personaggio virtuale interagisce con l’utente collocandolo in uno scenario di negoziazione. L’utente dialoga con questo personaggio, scegliendo una tra quattro alternative. Il tipo di risposte dato viene poi analizzato e utilizzato per fornire un assessment degli stili di negoziazione dell’utente. “Per la realizzazione del software – precisa Gigliotta – è stato utilizzato il modello di Rahim e Bonoma. Questo perché esso mette l’accento sul fatto che gli stili di negoziazione si possano imparare; non determina una visione normativa degli stili, per esempio sottolineando che uno stile è meglio dell’altro, ma specifica che tutti gli stili possano essere usati, in base alle esigenze; questo modello è fondato su un sistema a due variabili facilmente strutturabile in operazioni e algoritmi”.

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