Enav, nessun accordo su Sicta: via il 20% degli addetti

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Enav chiude definitivamente il centro di ricerca ex Sicta, gruppo Technosky, di Capodichino a Napoli. L’intero organico sarà trasferito a Roma, dove però il 20 per cento circa dei dipendenti napoletani ha deciso di non trasferirsi abbandonando così questo lavoro. A nulla sono valsi i tentativi di soluzione della vicenda e adesso il personale si scaglia contro la politica “incapace di dare risposte e di mantenere a Napoli un centro di ricerca di assoluta qualità”. Il capoluogo campano perde così l’ennesimo centro strategico. Nel silenzio generale. Su 31 lavoratori campani alla fine saranno una ventina ad accettare le nuove condizioni contrattuali. I sindacati a più riprese hanno parlato di licenziamento mascherato. “La proposta dell’azienda carica tutti i costi del trasferimento sui lavoratori, oltre alle 4 ore di viaggio giornaliero. Di fatto – è la spiegazione dei rappresentanti dei lavoratori – un modo neanche troppo elegante per metterli in condizione di rifiutare l’offerta di trasferimento con un’unica conseguenza: il loro licenziamento. Questo rappresenterebbe un problema, soprattutto in una Regione come la Campania con un alto tasso disoccupazione e già massacrata dal punto di vista occupazionale, per non parlare della perdita di un polo d’eccellenza di prim’ordine che andrebbe invece rilanciato”.