Enea e il 5X1000: Così abbiamo ricostruito Città della Scienza

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Quest’anno è possibile destinare il 5 per mille ai progetti di ricerca ENEA su tecnologie innovative come i laser anti-frodi e le etichette ‘intelligenti’ per controllare la sicurezza e la qualità degli alimenti che finiscono sulle nostre tavole. I fondi raccolti serviranno, in particolare, a realizzare strumenti trasportabili e di facile utilizzo per analisi rapide e precise nei punti vendita e nei luoghi di produzione, oltre a sistemi miniaturizzati e app per il cellulare che consentiranno al consumatore di capire in pochi secondi se il cibo è stato conservato bene o se contiene sostanze tossiche o non dichiarate: ad esempio l’istamina nel pesce mal conservato, la melammina nel latte in polvere, acqua e dolcificanti nei succhi di frutta e bibite light, olii vegetali a basso costo nell’extravergine di oliva o un eccessivo contenuto di metanolo nel vino. Sono inoltre previste borse di studio per giovani ricercatori e l’avvio di specifici ‘laboratori-cucina’ dove analizzare con sofisticati strumenti diagnostici ogni fase di preparazione e conservazione dei cibi; i risultati saranno pubblicati sul web, in modo da informare in via diretta i consumatori per scelte più consapevoli, sicure e migliori pratiche quotidiane. Per destinare il 5 per mille a questi progetti, basta firmare il riquadro per il finanziamento della ricerca scientifica sui modelli di dichiarazione dei redditi delle persone fisiche e indicare il codice fiscale ENEA: 01320740580. Sulla sicurezza e la tracciabilità degli alimenti sono impegnati diversi Centri di ricerca dell’Agenzia e numerose strutture fra le quali i Laboratori “Sostenibilità, qualità e sicurezza delle produzioni agroalimentari”, “Diagnostiche e Metrologia” e “Nanomateriali e Dispositivi”. L’ultimo contributo rendicontato dall’ENEA attraverso il 5 per mille è stato di oltre 45mila euro per ricostruire la Città della Scienza a Napoli, distrutta da un incendio nel 2013