Enea e Federcasa, materiali innovativi per riqualificare il patrimonio residenziale pubblico

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In foto da sinistra Luca Talluri e Federico Testa

Sperimentare materiali innovativi e identificare strategie specifiche per la riqualificazione del patrimonio residenziale pubblico, che siano in grado di ridurne i consumi energetici, la vulnerabilità sismica e i costi di gestione. Questi gli obiettivi del protocollo d’intesa firmato da Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, e Federcasa, la federazione che riunisce gli ex istituti autonomi per le case popolari, enti e aziende che operano sul territorio italiano e gestiscono oltre 760mila alloggi, di cui la metà realizzata prima del 1980 e quindi classificata ad elevato consumo energetico. L’intesa è stata siglata il 14 giugno a Roma dal presidente dell’Enea, Federico Testa, e dal presidente di Federcasa, Luca Talluri; le buone pratiche e i dati che emergeranno dalla collaborazione diventeranno oggetto di campagne informative al servizio dei protagonisti della riqualificazione energetica, da Esco (Energy Service Company) alle istituzioni finanziarie, dai fornitori di servizi energetici ai costruttori, fino ai produttori di materiali edilizi, gli inquilini e gli amministratori locali. “Questa collaborazione permetterà di mettere a punto procedure gestionali in grado di misurare i risparmi conseguibili con interventi di efficientamento energetico – ha detto Federico Testa – particolarmente importanti in edifici molto energivori costruiti negli anni ’50, ’60 e ’70. I risultati ottenuti, opportunamente divulgati, potranno fungere da vero e proprio acceleratore per ciascun operatore coinvolto e per il sistema nel suo complesso”. “Federcasa è particolarmente impegnata nella promozione dell’efficientamento energetico del patrimonio di edilizia residenziale pubblica gestito dagli ex IACP. Gli attuali incentivi e agevolazioni aiutano gli operatori ma non sono sufficienti all’avvio di un organico programma di riqualificazione energetica”, ha dichiarato Luca Talluri. Il risparmio energetico conseguito, infatti, “resta a favore dell’utente/inquilino, mentre chi investe è il gestore che non può agevolmente recuperare quota parte dell’investimento in termini di minore consumo. Occorre quindi indirizzare le scarse risorse finanziarie disponibili alla copertura della quota di investimento non incentivata e dare priorità agli interventi sugli edifici a più elevato consumo energetico. Se si considera che gli oltre 2 milioni di utenti dell’edilizia residenziale pubblica rappresentano la classe più debole della società, ridurre la spesa energetica favorirebbe anche la lotta alla ‘povertà energetica’. Ad oggi queste famiglie – un terzo delle quali dispone di redditi inferiori a 10 mila euro l’anno – impegnano più del 10% del loro reddito per i consumi energetici a fronte di un canone medio di locazione di poco superiore a 110 euro/mese – ha sottolineato il presidente di Federcasa –. Attraverso la collaborazione con Enea ci prefiggiamo di costruire un percorso di approfondimento con l’obiettivo di sperimentare strategie di intervento con il miglior rapporto costi/benefici, favorire la formazione e l’aggiornamento dei progettisti delle strutture tecniche che si occupano di manutenzione straordinaria e, non ultimo, promuovere campagne informative sul corretto uso dell’alloggio e dell’edificio rivolte agli utenti finali”.

Pa.Ci.