Enea, nuovo metodo multidisciplinare per “trovare” acqua dolce nelle piccole isole

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Un team di esperti Enea ha messo a punto una metodologia multidisciplinare che consente di stimare la qualità e la quantità delle potenziali riserve idriche nelle falde delle piccole isole. L’obiettivo è di accrescere la disponibilità di acqua, soprattutto nei periodi di siccità e di forte afflusso turistico e, allo stesso tempo, di ridurre l’utilizzo di navi cisterna. In particolare, è stato studiato il caso dell’isola di Favignana, nell’arcipelago delle Egadi, in Sicilia, dove d’estate si registrano fino a 60mila presenze turistiche giornaliere a fronte di 3.500 residenti stabili. I ricercatori ENEA hanno stimato che le riserve di acqua potenzialmente disponibili potrebbero soddisfare le esigenze di circa 20 mila persone, calcolando un consumo giornaliero pro capite di oltre 200 litri. Attraverso misure idrogeologiche, analisi chimiche delle acque di falda e il calcolo dei tassi di precipitazione e di evaporazione sono state stimate le possibili riserve e individuate quelle di migliore qualità o, al contrario, quelle più esposte al rischio di salinizzazione per intrusione dell’acqua di mare. “Si tratta in sostanza di un bilancio idrogeologico che, al pari dei bilanci economici, consente di stimare le infiltrazioni, ma anche i consumi e le perdite di acqua, in un contesto, quello di Favignana, scelto per le sue caratteristiche climatiche, geomorfologiche e la grande affluenza turistica nel periodo estivo”, spiega Sergio Cappucci, uno dei ricercatore Enea che hanno curato lo studio.