Energia, bene comune e responsabilità collettiva

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di Nino Apreda

Oggi tutti sono consapevoli che l’energia rappresenta una necessità fondamentale del mondo moderno. Il caro energia incide direttamente sul bilancio delle famiglie e delle imprese. Stiamo vivendo un’economia segnata da tensioni geopolitiche e da una vera e propria economia di guerra, nella quale l’aumento dei costi energetici costituisce una delle conseguenze più evidenti.

L’Italia, come gran parte del mondo, ha bisogno di rafforzare la propria autonomia energetica. Per questo le fonti rinnovabili rappresentano una risorsa strategica, già disponibile sul nostro territorio. Alcune aree, per le loro caratteristiche naturali, sono particolarmente vocate alla produzione di energia eolica.

È il caso di Ariano Irpino, oggetti di un recente articolo sul Sole 24 Ore, dove è stato autorizzato un impianto costituito da sole tre pale eoliche, in un’area già fortemente antropizzata dalla presenza di cave e di una discarica, e dove la risorsa vento è abbondante. Eppure, anche in situazioni come questa, la sindrome del Nimby (“Not In My Back Yard”, non nel mio giardino) riesce spesso a condizionare le istituzioni e le amministrazioni, come dimostrano anche le recenti vicende elettorali locali.

Le energie rinnovabili, e in particolare l’eolico, contribuiscono a ridurre le emissioni climalteranti. I più recenti rapporti scientifici evidenziano l’aumento delle patologie respiratorie e della mortalità legate all’inquinamento atmosferico, così come il progressivo aggravarsi degli eventi meteorologici estremi, strettamente connessi al cambiamento climatico.

Se ciascuno di noi facesse la propria parte, invece di opporsi per interessi particolari, riconoscendo che la tutela dell’ambiente e la transizione energetica sono un bene comune, capace di superare ogni egoismo, potremmo costruire un futuro migliore.

Quella che possiamo definire una “Magnifica Umanità” nasce proprio dalla capacità di guardare oltre il proprio interesse immediato e di assumersi una responsabilità condivisa verso le generazioni presenti e future. Un mondo più giusto, più sostenibile e più sicuro dipende da tutti noi. Ognuno può fare la propria parte. Nessuno escluso.