Energia, così Napoli può cambiare marcia grazie alla geotermia e alle comunità termiche

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Fonte: organizzazione del convegno

Nella giornata del 4 dicembre 2025 si è svolto un confronto di alto profilo dedicato alle Comunità Energetiche Termiche e alla geotermia a bassa profondità, ambiti che stanno rapidamente ridisegnando gli equilibri del panorama energetico europeo e nazionale. L’iniziativa, ospitata negli spazi dell’Università Parthenope grazie alla disponibilità dell’ateneo, è stata promossa da un ampio partenariato istituzionale: Svimez, Club Atlantico di Napoli, Università Parthenope, Unione Geotermica Italiana, Ordine dei Geologi della Campania e dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli e provincia, con il patrocinio del Comune di Napoli.

L’incontro ha offerto l’occasione per intrecciare competenze tecniche, economiche e scientifiche, dando vita a un dibattito caratterizzato da interventi eterogenei ma sorprendentemente complementari. L’elevata partecipazione, tanto in presenza quanto attraverso la diretta streaming, ha confermato quanto questi temi siano oggi centrali nelle strategie di sviluppo e quanto il Mezzogiorno si configuri come un territorio privilegiato per sperimentare nuovi modelli energetici.

A rendere il simposio ancora più significativo è giunto l’annuncio di RSE, società del gruppo GSE, relativo alla prossima sottoscrizione di un accordo biennale (2026-2027) con Emi Engineering, sostenuto dalla Unione Geotermica Italiana. Il progetto sarà dedicato allo studio avanzato delle Comunità Energetiche capaci di integrare produzione elettrica ed esigenze termiche. La ricerca prenderà avvio da una comunità energetica geotermica lombarda individuata come caso pilota, ma gli esiti attesi avranno un valore strategico soprattutto per il Mezzogiorno, dove – come evidenziato nella tavola rotonda conclusiva – si concentrano condizioni operative, competenze tecniche e opportunità tali da favorire una diffusione su larga scala degli impianti dimostrativi.

Il confronto ha beneficiato dei contributi di numerosi studiosi e rappresentanti istituzionali: Paolo Pantani, Maurizio Marconcini (leggi qui il suo contributo), Roberto Moretti dell’Università “Luigi Vanvitelli”, il delegato del Comune di Monteverde (Avellino) e vicepresidente del Centro Studi Mezzogiorno Mediterraneo Eu-Med, René Maury, geografo dell’Università “L’Orientale”, l’oncologo Antonio Marfella, Giosuè Grimaldi, presidente del Club Atlantico di Napoli, e Adriano Giannola, presidente della Svimez e tra i principali promotori dell’iniziativa.

Dalla giornata è emerso con forza l’impegno condiviso nel trasformare il Sud in un vero e proprio laboratorio sperimentale, capace di coniugare innovazione tecnologica, risparmio energetico e valorizzazione delle risorse geotermiche. Un percorso che punta a generare benefici collettivi e a promuovere comunità più autonome, efficienti e resilienti, in linea con la transizione energetica che l’Europa si prepara a vivere nei prossimi anni.