Energia: Geologi, un’unica legge per regolamentare settore geotermia

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Roma, 26 giu. (Labitalia) – “Il geologo auspica l’obiettivo di un quadro normativo di riferimento per regolamentare il settore della geotermia in Italia. Per questa ragione, il decreto ‘posa sonde’ deve ottenere una rapida approvazione: uno strumento indispensabile per la gestione delle attività inerenti la coltivazione della risorsa geotermica sul territorio nazionale. Soltanto con una legge per lo sviluppo e il riordino del settore diverrà perseguibile, entro il 2030, l’obiettivo di un incremento del 200% di energia termica, posto dalla Global Geothermal Alliance”. E’ quanto dichiara Tommaso Mascetti, consigliere e coordinatore commissione Geotermia del Cng, in vista del convegno nazionale: ‘Geotermia a Bassa Entalpia’, organizzato dal Consiglio nazionale dei geologi, in collaborazione con l’Ordine dei geologi del Lazio e la Fondazione Centro studi del Cng.

In Italia, “la geotermia non è regolamentata allo stesso modo, non esiste, infatti, una legge riconosciuta a livello nazionale: un esempio virtuoso è rappresentato dalla legge regionale lombarda”, sottolinea.

“L’installazione delle pompe di calore geotermiche -chiarisce Domenico Savoca, presidente dell’Associazione nazionale ingegneri minerari- è favorita da un sistema normativo chiaro ed efficace che crea un ambiente amministrativo adeguato allo sviluppo di una tecnologia indirizzata alla riduzione dei consumi energetici. La Regione Lombardia, sin dal 2009, ha legiferato con l’obiettivo di consentire l’incremento del numero di pompe di calore geotermiche, liberalizzandone l’installazione dal punto di vista amministrativo, in un quadro di riferimento ambientale volto alla massima tutela della falda idrica”.

“Nel marzo 2016 la Regione Lazio -spiega Roberto Spalvieri, coordinatore della commissione Energia dell’Ordine dei geologi Lazio e membro della commissione Geotermia del Cng- ha approvato la legge sulle piccole utilizzazioni locali di calore geotermico. La finalità del provvedimento è promuovere interventi rivolti all’efficienza energetica e allo sviluppo della ‘clean economy’, anche tramite l’utilizzo delle risorse geotermiche a bassa entalpia e l’installazione di impianti di produzione di calore dal geoscambio: un sistema ad alta efficienza che non comporta danni all’ecosistema ma ancora poco sviluppato”.

“La corretta applicazione della legge -sottolinea- potrebbe contribuire a ottimizzare il fabbisogno energetico del patrimonio edilizio, oltre che le bollette dei cittadini. Purtroppo, però, non si è ancora giunti all’applicazione dei regolamenti attuativi, necessari al compimento degli iter procedurali e delle modalità operative”.

Durante il convegno si farà il punto sull’accordo raggiunto, lo scorso 14 giugno, dal Consiglio Ue, Europarlamento e Commissione europea sulla produzione di energie rinnovabili che dovranno coprire, entro il 2030, il 32% dei consumi energetici a livello europeo. A tal proposito, i geologi spiegano che, “grazie a questa energia pulita, si potrebbe soddisfare il 50% dei consumi energetici. Le rinnovabili rappresentano il futuro dell’economia del nostro Paese, in linea anche con l’obiettivo 7 dell’Agenda 2030 dell’Onu”.