Energia, Terna chiude il ramo est del Tyrrhenian Link: collegamento pronto tra Campania e Sicilia

30

Terna completa le opere marine del Tyrrhenian Link tra Campania e Sicilia. In dodici mesi è stata conclusa la posa dei cavi del ramo est, una delle infrastrutture energetiche più rilevanti in corso nel Paese.

Il collegamento sottomarino, realizzato da Prysmian, rappresenta un tassello chiave del progetto che unirà elettricamente Sicilia, Campania e Sardegna, aumentando la capacità di scambio e l’affidabilità della rete nazionale.

Il primo cavo del ramo est, lungo 490 chilometri, è stato installato a maggio 2025 a bordo della nave Leonardo da Vinci, collegando Fiumetorto (Termini Imerese) a Torre Tuscia Magazzeno, a Battipaglia. Il secondo elettrodotto, della stessa lunghezza, è stato invece posato dalla nave Monna Lisa dalla Campania verso la Sicilia, completando la tratta. In totale sono stati necessari 150 giorni di attività in mare, con tecnologie avanzate e monitoraggio continuo del tracciato.

Parallelamente proseguono i cantieri a terra nei siti che ospiteranno le stazioni di conversione a Eboli e Termini Imerese. In Campania l’infrastruttura sarà collegata all’approdo di Torre Tuscia Magazzeno tramite un elettrodotto interrato di circa 15 chilometri, mentre in Sicilia il collegamento con Fiumetorto avverrà attraverso un tracciato sotterraneo di circa 10 chilometri, progettati per ridurre l’impatto ambientale e paesaggistico.

Il Tyrrhenian Link comprende anche il ramo ovest tra Sicilia e Sardegna, la cui prima fase di posa è stata completata a gennaio. L’intero progetto prevede un investimento complessivo di circa 3,7 miliardi di euro e si sviluppa su due tratte in corrente continua a 500 kV per circa duemila chilometri di cavi sottomarini.

Il ramo est rientra tra i progetti strategici finanziati dal programma europeo Repowereu, con un contributo di 500 milioni di euro. L’obiettivo è rafforzare l’interconnessione elettrica tra le tre regioni e contribuire al raggiungimento dei target di decarbonizzazione fissati dal Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (Pniec).

Una volta completata, l’infrastruttura garantirà maggiore sicurezza, flessibilità e resilienza alla rete elettrica italiana ed europea, facilitando anche l’integrazione delle fonti rinnovabili.