Energymed, dibattito sul nodo casa: in Campania 25mila immobili incompiuti

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Sono almeno venticinquemila le unità immobiliari incompiute in Campania che potrebbero essere recuperate con grande vantaggio per i cittadini, le imprese e le amministrazioni. + quanto emerge da uno studio presentato nel corso di Energymed, la manifestazione giunta alla sua decima edizione che si conclude oggi alla Mostra D’Oltremare con un bilancio finale di almeno ventimila presenze nei tre giorni. Al centro della scena di Energymed il lancio progetto “Cunimi” (Completamento Unità Immobiliari Incompiute): “In Italia – ha spiegato Alberto Montanini, vicepresidente di Federcostruzioni e presidente di Federanima – ci sono 190mila unità immobiliari incompiute pressoché terminate ma inutilizzabili perché magari le società sono fallite sono scaduti i permessi di costruire. Si tratta di realtà che degradano il territorio e che consumano suolo”. Secondo il Cunimi ci sarebbe un forte impulso a una filiera non delocalizzabile e quindi tutto il patrimonio anche occupazionale sarebbe italiano, più introiti fiscali per i Comuni, ambientale in quanto si interverrebbe su quanto già costruito e dunque di eviterebbe ulteriore consumo di suolo che oggi è una emergenza; infine lo scopo sociale per housing o rolling sociale quindi con un buon uso delle funzioni abitative. “Questo nuovo progetto – ha aggiunto Valentina D’Acunti di Assotermica – se accolto dagli enti pubblici può diventare la chiave di un nuovo sviluppo e di un nuovo importante risanamento delle nostre città”. All’ultima giornata di Energymed è intervenuto anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che ha sottolineato come “dove c’è energia c’è creatività e innovazione e oggi la grande sfida è questa. Napoli sta dando segnali forti e per questo siamo sempre stati presenti a Energymed: si deve puntare molto su mobilità sostenibile e igiene urbana per trasformare la città, che prima di me era nota solo per i rifiuti. Anche se con qualche difficoltà stiamo portando avanti il piano rifiuti zero e valorizziamo tutte le necessità e le soluzioni innovative come le compostiere che ho visto qui, il porta a porta e gli investimenti per il solare sulle scuole”. La decima edizione si chiude con soddisfazione da parte di Michele Macaluso, direttore di Anea, che organizza l’evento: “In questi tre giorni abbiamo avuto ventimila presenze – ha detto – 200 aziende specializzate, quindici nazioni presenti, visitatori del settore in crescita, una forte partecipazione di professionisti e tecnici e numerosissime proposte innovative. Siamo soddisfatti ma già impegnati a lavorare per la prossima edizione perché ci accorgiamo ogni anno del ruolo importante che possiamo avere per migliorare la qualità di vita dei cittadini”.