Enterogermina compie 60 anni

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Origgio (Varese), 20 apr. – Una ‘nice old lady’, con un lungo futuro ancora davanti. Lanciata per la prima volta sul mercato italiano nel 1958, Enterogermina compie i suoi sessant’anni in un momento di grande fermento per gli studi sul microbiota intestinale, quella flora batterica che convive con l’organismo umano senza danneggiarlo. Il farmaco, un probiotico 100% Made in Italy, prodotto nello stabilimento Sanofi di Origgio (Varese) e da lì rivenduto sul mercato, è registrato in quasi 70 Paesi e commercializzato in oltre cinquanta: nel 2017, il fatturato della sola Enterogermina nel mondo è stato di 174 mln. L’obiettivo del gruppo farmaceutico è entrare nei mercati di Russia, Australia, Cina e Nord Africa. “Ci sono grandi possibilità di espansione”, ha spiegato il direttore dello stabilimento di Origgio, Roberto Di Domenico. “E con una produzione di 350 milioni di flaconi di Enterogermina prodotti ogni anno, il nostro sito è il principale fornitore del farmaco per i mercati di tutto il mondo”. Il suo principio attivo sono le spore di Bacillus clausii, in grado di raggiungere indenni il tratto intestinale e combattere le alterazioni della flora batterica.

Una ricerca dell’università di Pisa sui probiotici in commercio pubblicata di recente ha confermato la qualità e le caratteristiche del farmaco, capace meglio di altri di resistere all’acidità della bile e dei succhi gastrici. “Lo studio ha analizzato la qualità di dieci dei prodotti probiotici commerciali più venduti nel nostro Paese: ci sono notevoli differenze per quanto riguarda il loro comportamento in ambiente acido”, spiega Emilia Ghelardi, docente di microbiologia e microbiologia clinica all’Università di Pisa. Enterogermina sopravvive meglio di altri e a contatto con l’ambiente gastrico ha dimostrato di resistere inalterata fino a 120 minuti, ma, nel modello di ambiente intestinale, è addirittura l’unica in grado di moltiplicarsi in maniera significativa. Dispiegando meglio, di conseguenza, i suoi effetti benefici sull’intestino.

La flora intestinale rappresenta una vera e propria barriera difensiva che ci protegge dai batteri patogeni. Per questo motivo, mantenere in equilibrio l’ecosistema intestinale è alla base di uno stato di benessere generale dell’intero organismo. Cambi di stagione, abuso di fumo e alcool, disordini nella dieta e antibiotici sono alcuni dei fattori che possono alterare l’equilibrio intestinale e causare effetti negativi sulle funzioni svolte dalla flora batterica intestinale. “E’ in atto una rivoluzione. Lo studio del microbiota umano sta cambiando completamente le nostre conoscenze e oggi si può diagnosticare un microbiota malato”, sottolinea il professore Antonio Gasbarrini, direttore Area Gastroenterologia e Oncologia medica del Policlinico Gemelli. “Il suo corretto equilibrio si può ristabilire con la dieta o con i probiotici: sappiamo, ad esempio, che dopo una terapia antibiotica un probiotico può ristabilire un corretto equilibrio di germi e batteri che popolano il tratto gastrointestinale”. Oppure, “utilizzando altri probiotici possiamo potenziare la risposta immunitaria”.

Non ci sono ancora moltissimi probiotici in commercio, ma in futuro ce ne saranno sempre di più. “Avremo nel futuro probiotici di settore, disegnati specificamente per le persone in età geriatrica. Esistono già studi che dicono che certi probiotici devono essere privilegiati in donne con osteoporosi o in persone che fanno sport. E’ un cambiamento epocale della nostra maniera di intendere quello che prendiamo tutti i giorni”. Nello stabilimento bio-tecnologico di Origgio, dove lavorano 185 dipendenti, la sospensione di spore di Bacillus clausii viene coltivata, curata e sottoposta a decine e decine di processi di sterilizzazione e trattamento. Attivo dal 1971, lo stabilimento in provincia di Varese, è passato da sito multi-prodotto a polo mondiale dedicato a Enterogermina nel 2011.