Epilessie, il progetto “Nessuno è escluso” di E.C.O. all’Istituto Giustino Fortunato di Napoli

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Il compenso ricevuto dall’Associazione E.C.O. per questa attività formativa sarà utilizzato per finanziare uno sportello di sostegno psicologico per malati di epilessia, per i loro familiari, e per i giovani che si trovano a fronteggiare momenti di vita difficili per malattia o difficoltà socio familiari
Lunedi 18 ottobre ha inizio all’Istituto Statale di Istruzione Superiore “Giustino Fortunato”, Napoli, il progetto di alternanza scuola lavoro (che durerà fino al 10 novembre), “Nessuno è escluso. L’epilessia nella società contemporanea: esperienze e buone prassi per una cultura dell’inclusione”, voluto e organizzato dall’associazione E.C.O. – Epilessie Campania OdV, i cui soci sono anche relatori, il presidente Rossella Giaquinto, i membri del Consiglio Direttivo Maria Rosaria Annunziata e Anna Stilo e i medici del Centro dell’Epilessia della Aou Federico II di Napoli.
Un ciclo di 15 ore rispettivamente per le classi terze e le quarte dell’ISIS, teso a promuovere forme di cittadinanza attiva e pratiche di solidarietà sociale nelle giovani generazioni, illustrando agli studenti cosa sia l’epilessia, come si manifesta, come si gestiscono le crisi, e come ci si rapporta con i malati di epilessia. Un coinquilino un po’ scomodo, che con l’esperienza dei malati e delle famiglie e i racconti di vite ‘normali’ non condizionati dalla malattia, favoriscono la piena integrazione sociale delle persone affette da epilessia, malattia troppo spesso stigmatizzata per la scarsa conoscenza delle sue cause e manifestazioni.
Arricchire il bagaglio formativo dei ragazzi e creare nuove competenze da utilizzare in campo lavorativo attraverso empatia, ascolto, solidarietà, sostegno, e lavoro in team è ciò che ci si aspetta, un modo per educare le nuove generazioni al rispetto delle diversità attraverso attività che potrebbero anche porre le basi per sviluppare competenze nell’ambito dell’economia sociale e allo stesso tempo provare a non lasciare nessuno dietro, garantendo integrazione a soggetti svantaggiati. La scelta è per una formula educativa informale, metodo strettamente legato agli obiettivi che si intendono raggiungere, attraverso l’inclusione dei ragazzi, che già il primo giorno di corso avranno regalato dall’associazione e offerto dall’Azienda visone di San Sebastiano al Vesuvio, un braccialetto che identifica il progetto. E poi il racconto della malattia: genesi, manifestazioni, cure, comportamento in caso di soccorso ad una persona colpita da crisi, dalla prof.ssa Bilo, presidente del comitato, coordinatrice della LICE -Lega Italiana Contro l’Epilessia – per la macroarea Campania e Molise e responsabile del Centro dell’Epilessia della Aou Federico II di Napoli, ma anche il racconto diretto di chi vive l’esperienza della malattia, persone in grado di trasmettere ai ragazzi il valore delle parole “uguaglianza e parità di opportunità”, il riscatto dei propri diritti anche grazie all’aiuto di realtà associative che con la loro mission riescono a sensibilizzare, a trasmettere valori di solidarietà, empatia e ascolto, fino al momento ricreativo della merenda sostenibile con i succhi di Perna azienda agricola di Sant’Antonio Abate.
Interviste a tutti gli attori del progetto formatori e alunni, saranno rese in un video esplicativo da pubblicare, mentre gli incontri saranno supportati da proiezioni di slide, video e interviste che raccontano storie di vita e buone prassi. Con la buona riuscita del progetto si conseguiranno vari obiettivi: incremento della cittadinanza attiva; diffusione di pratiche sociali condivise; rafforzamento di “soft skills” quali empatia, ascolto, solidarietà e sostegno a chi è più fragile e diffusione di pratiche di “corresponsabilità”, tanto che l’iniziativa potrà essere replicata in altre classi dello stesso istituto o in altri Istituti, oltre ad altre realtà associative, ecc. Alla fine un attestato di frequenza dall’Associazione E.C.O. certificherà la partecipazione degli alunni all’iniziativa.