Business angels e startup La scommessa del Fei

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Il Fondo europeo per gli investimenti intende valorizzare le start-up, in particolare quelle a carattere tecnologico. Anche in Italia, riferisce qualche fonte bene informata, che però sembra ancora ferma alla dimensione nazionale, senza declinazioni regionali. Dall’inizio del 2016 sarà possibile utilizzare un prodotto finanziario – l’European Angels Fund – che permetterà di investire in partnership con i business angels ovvero gli imprenditori che ci hanno provato per primi, hanno avuto successo e si offrono di investire nello stesso settore, anche per fare tesoro delle esperienze e conoscenze accumulate. Il fondo – lussemburghese – dovrebbe inizialmente disporre di una dotazione di circa trenta milioni di euro, a metà tra fondo europeo e fondo italiano. Ne risentiremo parlare e chissà se questa disponibilità di capitali ed esperienze non possa contribuire al decollo di almeno una parte di quella numerosa schiera di start-up napoletane e campane. Torna a risplendere la progettualità creativa al servizio del risanamento e rilancio edilizio e dei servizi a Napoli: dieci idee di giovani architetti per la città, con soluzioni “inedite, utopistiche e affascinanti”. Cominciano ad arrivare le prime idee e quella che ha colpito di più, la momento, è del gruppo Vulcanica per l’area di Bagnoli, dove la bonifica dovrebbe assumente i contorni in un laboratorio che ospiti tecnici di tutto il mondo sistemati sotto il pontile, in container-studio-abitazioni. E’ notizia di questi ultimi giorni che il Ceinge di Franco Salvatore ha imboccato una “nuova strada” verso il miglioramento della terapia farmacologica per la cura della schizofrenia: speriamo che siano rose che fioriscano. Alla prossima.