“ErgoCub”, verso nuovi robot umanoidi per migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro

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Migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro, in ambito industriale e ospedaliero, grazie a nuovi robot umanoidi collaborativi che possano interagire come dei veri compagni di lavoro. E’ l’obiettivo del nuovo progetto, ergoCub, di durata triennale, appena avviato grazie a una collaborazione tra l’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) e l’Inail. Il progetto prevede la realizzazione di due nuovi robot collaborativi, ispirati all’umanoide bambino iCub dell’Iit. L’obiettivo di ergoCub sara’ facilitare l’attivita’ lavorativa migliorando l’interazione tra lavoratori e robot, attraverso tecnologie indossabili, in grado di leggere il movimento del corpo umano, le sollecitazioni fisiche, insieme a parametri vitali come il battito cardiaco, la frequenza respiratoria e la temperatura. Questi dati saranno poi inviati ai robot umanoidi, che potranno scegliere i movimenti piu’ appropriati da eseguire. I robot ergoCub avranno, inoltre, una pelle artificiale grazie alla quale misurare le interazioni con l’ambiente, e capire come intervenire nel modo piu’ adeguato e sicuro per il lavoratore. Per Giorgio Metta, direttore scientifico dell’Iit, “il progetto dimostra l’importanza dell’utilizzo della robotica come opportunita’ per migliorare la sicurezza negli ambienti di lavoro”. Il progetto ergoCub nasce come attivita’ di trasferimento tecnologico dei risultati ottenuti col progetto AnDy (Advancing Anticipatory Behaviors in Dynamic Human-Robot Collaboration), finanziato dall’Unione Europea e coordinato dall’Iit, di cui l’Inail e’ partner. Nel progetto AnDy i ricercatori guidati da Daniele Pucci, dell’Iit, hanno sviluppato una tuta indossabile per registrare il movimento del corpo umano e leggerne gli sforzi, identificando cosi’ possibili rischi per la salute. “Con progetti come ergoCub – conclude il presidente dell’Inail, Franco Bettoni – cerchiamo di creare le condizioni per mettere a disposizione dei lavoratori e del sistema produttivo i risultati di un’attività di ricerca che sia in linea con l’evoluzione tecnologica, e possa sempre contribuire a migliorare la vita delle persone”.