Eros, mito e ragione nella Napoli di Ernesto Tatafiore: in mostra alla Casamadre di Eduardo Cicelyn

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Maria Carla Tartarone

In questi giorni possiamo rivedere le opere dell’artista Ernesto Tatafiore ospiti nella Galleria Casamadre di Eduardo Cicelyn.
Le pitture di Tatafiore hanno sempre rivelato una predilezione, nel dipingere le sue erotiche donne, per il colore giallo del corpo, interrotto nei particolari dal rosso oggi molto sfumato e leggero versato all’arancio.
Prevale in una parete un altro suo “protagonista”: un gran Vesuvio grigio eruttante. Sono in mostra altresì le sculture, sempre interessanti. La Galleria è circondata sulle pareti da teli cartacei o da panni dipinti in giallo e rosso alludenti alle sue mitiche donne e c’è sempre Partenope.
Il pittore, nato nel 42, nel 1969 espose la sua prima personale nella Galleria fondata in quell’anno da Lucio Amelio con Pasquale Trisorio in questo stesso luogo abitato poi da Alfonso Artiaco, oggi in Palazzo San Severo a Piazzetta Nilo, infine da Eduardo Cicelyn, già direttore del Museo Madre. Negli Anni Ottanta il critico Achille Bonito Oliva definiva il lavoro di Tatafiore “neo-illuministico” in quanto teso a indicare un legame tra arte e storia con il richiamo ad antichi eroi come Ulisse e a personaggi storici come Masaniello e a luoghi familiari come il Vesuvio fumante che sempre ha dipinto. Numerose son state le sue ripetute mostre all’estero: Ha esposto a Basilea, a Berlino dove sono conservate molte sue opere. Attualmente è in contatto con la Galleria Bca di Londra e con la Galleria G. Levy di Amburgo e fu in Brasile al Mac di Niteròi dove espose le opere che portò poi al Castel dell’Ovo a Napoli nel novembre 2008 col titolo “Utopico Filosofico” . Ma non dimentico, non esplicitato in mostra, l’interesse di Tatafiore per l’analisi di personalità di storici e letterati negli anni Ottanta in discussione sull’Arte del Novecento, il secolo breve. Non dimentico infatti le sue “Cravatte da combattimento” esposte anche in “1 Opera Gallery” nel 2011, in cui l’artista alludeva ironicamente a personaggi che gli ricordavano la sua giovinezza. Nel 2013 espose i suoi acrilici dai nitidi disegni su tela ad Anacapri, nella Villa San Michele di Axel Munte, a cura di Maurizio Siniscalco. A Napoli l’ultima volta lo abbiamo visto al Museo Mann nel 2017 con la mostra “Ritorno a Itaca” dedicata ad Ulisse, al mare, alle barche ed ai pesci, nonché a qualche erotica fanciulla sempre dipinta con vivaci giallo e rosso.
E’ ancora da ricordare la sua opera stabilmente in mostra nella Reggia di Caserta nella raccolta “Terrae Motus”, opere di molti Artisti raccolte da Lucio Amelio dopo il terremoto del 1980 e da lui date in eredità alla Reggia. E’ da ricordare anche che vi sono opere di Tatafiore conservate in vari Musei: nel Museo Metropolitan di New York e in Musei ad Amsterdam, a Bilbao, a Barcellona, a Zurigo, a Budapest.
L’ampia, luminosa storica Galleria di Cicelyn mette in mostra il nostro artista scultore e pittore divagante nella maggior parte delle opere in uno stile naif che oggi sembra preferire.