Esperti a confronto sulla vitamina D

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Siena, 12 set. (AdnKronos Salute) – Personalizzazione e definizione del trattamento con vitamina D: questo il tema principale della Second International Conference on Controversies in Vitamin D, il congresso tenutosi a Monteriggioni (Si), organizzato sotto l’egida di Gioseg (Glucocorticoid Induced Osteoporosis Skeletal Endocrinology Group), interamente incentrato sulla vitamina D e le patologie legate alla sua carenza nell’organismo umano. Più di trenta gli esperti presenti al convegno, in una tre giorni scientifica interamente dedicata all’ormone del sole. La vitamina D, sintetizzata principalmente dalla cute attraverso l’esposizione solare, è essenziale nella salute dell’osso e aiuta l’organismo ad assorbire il calcio. Una sua carenza può quindi comportare una ridotta mineralizzazione ossea e l’insorgenza di osteoporosi e rachitismo.

Gli esperti presenti al summit di Monteriggioni, attraverso l’analisi dei più recenti studi scientifici e il confronto sull’esperienza clinica, hanno condiviso e discusso gli aspetti più rilevanti relativi a patologie e studi clinici sulla vitamina D, come somministrazione, effetti scheletrici ed extrascheletrici, o correlazioni fra il deficit di vitamina D e patologie come obesità e diabete. L’obiettivo comune è stato quello di raggiungere un consenso sulle questioni ancora aperte, proseguendo così il lavoro iniziato l’anno scorso alla prima edizione del Meeting, tenutasi a Pisa.

Un convegno che rappresenta la naturale evoluzione di quello andato in scena a Pisa lo scorso anno, in un ideale percorso che inizia a dare risposta a le domande cruciali che gli specialisti del settore si pongono nello svolgimento del proprio lavoro. Sempre più pazienti e patologie, stanno scoprendo l’importanza dell’integrazione delle vitamina D, un ormone che la nostra cute sintetizza attraverso l’esposizione solare ma che, in alcuni individui, risulta carente rispetto ai valori ottimali. È quindi fondamentale eseguire una corretta anamnesi del paziente per accertarne il deficit, intervenendo successivamente in maniera adeguata.

Presente al meeting anche Andrea Giustina, professore ordinario di endocrinologia dell’Università San Raffaele e coordinatore del comitato scientifico del meeting, che ha posto l’accento sulla necessità di migliorare la personalizzazione terapeutica per ogni paziente preso in esame.

“La personalizzazione clinica è fondamentale – ha affermato Giustina – Oggi sappiamo che il grado di carenza di vitamina D varia fra i soggetti in esame. Diviene così indispensabile modulare la somministrazione di ogni singolo soggetto, per ripristinare lo stato ottimale di vitamina D nel sangue”.

“L’obiettivo del meeting – ha proseguito Giustina – è raccogliere un numero di esperti significativi a livello mondiale per affrontare le controversie relative alla diagnosi della carenza di vitamina D nel mondo. In queste occasioni vengono prodotti documenti che, ci auguriamo, possano aiutare tutta la comunità scientifica nel miglioramento di ogni aspetto legato alla vitamina D in ambito medico, come già successo lo scorso anno in occasione del convegno di Pisa”.

Anche Stefano Gonnelli, presidente Siommms, è intervenuto durante il convegno di Monteriggioni, ponendo l’accento sulla necessità di sperimentazione al fine di migliorare ogni aspetto del trattamento clinico. “I pazienti che maggiormente necessitano di vitamina D sono quelli che devono integrare la terapia specifica per osteoporosi, a questi si aggiungono quelli che hanno carenza naturale di vitamina D. La necessità di sperimentazione è sempre più importante in questo campo: ogni categoria di pazienti avrà necessità di definire soglie e dosaggio di trattamenti. Convegni come questo sono un primo passo verso la formulazione di nuove linee guida nei trattamenti relativi all’assimilazione della vitamina D”.

Un convegno, quello di Monteriggioni, che ha nuovamente catalizzato l’attenzione sull’importanza del cosiddetto ‘ormone del sole’, la vitamina D, che è necessario studiare a fondo dal punto di vista del trattamento clinico e specifico di ogni paziente, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita di chi non riesce a sintetizzarla in maniera adeguata. Dopo il successo della prima edizione dell’International Conference on Controversies in Vitamin D di Pisa, che ha portato alla pubblicazione di ben tre paper su riviste scientifiche internazionali, anche l’edizione di quest’anno ha posto quindi le basi per un ulteriore avanzamento nel dibattito scientifico legato alla ricerca e al trattamento clinico sulla vitamina D.