“Esportare la dolce vita”, rapporto sui prodotti italiani che tirano di più all’estero: in vetta moda, cibo e chimica

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Il Centro studi di Confindustria ha pubblicato un rapporto, “Esportare la dolce vita”, che tratta dei prodotti che l’Italia esporta con valori unitari elevati o che vende all’estero più del normale. Nel rapporto – scrive Il Tirreno – si sottolinea come i beni considerati, in particolare la moda, siano stati tra i più colpiti dalla crisi del Covid-19. Da un’analisi di 4.393 prodotti, dei quali 1.130 beni di consumo, ne sono stati scelti 628 in cui l’Italia ha una posizione di rilievo nella produzione mondiale e nel commercio internazionale. I prodotti selezionati appartengono a molti settori. Il maggior numero (257) operano nell’abbigliamento o nel tessile per la casa. Lo seguono, con 107 posizioni, l’alimentare e, con 43, il chimico farmaceutico. Ciò nonostante il nostro Paese è un piccolissimo operatore, dato che le nostre esportazioni non raggiungano il 3% di quelle mondiali. Come fa notare il Csc gli italiani dovrebbero essere fieri che, pur avendo intorno al 4% della popolazione cinese, sono secondi solo a loro come presenze sui suddetti mercati. Dunque esportare la dolce vita ha un significato non solo culturale, ma anche economico.