Esposito (Silb-Confcommercio Campania): Per le discoteche norme impossibili. Così si uccide il settore

108
Alessandro Esposito, neopresidente della Associazione locali da ballo aderente a Confcommercio Campania

Alessandro Esposito, appena eletto presidente della associazione locali da ballo aderente a Confcommercio Campania (nonché socio di molte importanti locali tra i quali la più nota discoteca napoletana La mela che dal 1967 non ha mai cambiato sede battendo ogni record in Europa), denuncia la gravità della situazione e la notevole differenza di comportamento nei confronti di altre realtà imprenditoriali. “Basta guardarsi intorno su una qualsiasi spiaggia, su un treno regionale nelle strade della movida – sottolinea -. Ovunque si vedranno persone molto vicine le une alle altre, spesso senza mascherina. Come mai tanto accanimento contro le discoteche che sono chiuse al 70% dall’8 marzo?”. “La nostra categoria – continua – è fatta da imprenditori che da metà marzo hanno l’attività ferma. Nessun problema a rimanere chiusi, se si tratta di emergenza. Le istituzioni nazionali ci devono mettere in condizione di non licenziare e di poter pagare affitti e oneri. Le aziende costrette a rimanere chiuse devono ricevere contributi subito. Ci sono imprenditori che hanno fatto investimenti enormi per acquisire locali prima dell’emergenza sanitaria e che ora sono in profonda difficoltà. Abbiamo diritto ad avere risposte effettive, non promesse. In Campania certamente c’è stata maggiore attenzione dal presidente De Luca che ha consentito con alcune deroghe di lavorare sia all’aperto che al chiuso e in questo momento non è poco”.
Quello delle discoteche è un settore che in Italia rappresenta un’eccellenza per qualità e numero di locali: “Siamo tra le prime tre regioni e sicuramente la prima del Centro-Sud – spiega Esposito -. Parliamo, tra diretto e indiretto, di migliaia di persone (e quindi famiglie) coinvolte nel settore considerando anche bar man, bar lady, camerieri di sala, cassieri, sicurezza, addetti al controllo, hostess, dj, addetti alle pulizie e tutto ciò senza considerare quello che è l’indotto generato con i fornitori di beverage e varie. Una realtà imprenditoriale importante che chiede di avere risposte. Chiediamo inoltre la riapertura in sicurezza dei locali al chiuso.Già oggi i locali all’aperto rispettano tutte le norme. In conclusione chiediamo che avvenga ciò che accade, sotto gli occhi di tutti, in altri ambiti del vivere sociale: su un treno, in un bar, in un ristorante, lungo una via, in una piazza stracolma, su una spiaggia.
Le regole, o valgono per tutti o non valgono per nessuno”.