Esposto dello studio legale Vizzino: Si adottino subito le misure necessarie per la ripresa dell’attività giudiziaria

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in foto il Tribunale di Napoli

La paralisi giudiziaria causata dal Covid 19 ha causato ingenti danni morali, d’immagine ed economici agli operatori del diritto, lesi nei diritti e nelle libertà fondamentali sanciti nellla carta costituzionale con particolare riferimento al diritto all’espletamento dell’attività lavorativa”. Di qui l’esposto diffida dello studio legale Vizzino affinché si adottino “misure urgenti per la prosecuzione immediata delle attività giudiziarie in condizioni di sicurezza nel rispetto dei principi del giusto processo”, e si prediponga “un piano di interventi a tutela degli operatori del diritto ed in particolare della classe forense”.
L’esposto, si legge nella lettera, nasce dalla “profonda necessità di esprimere il grave disagio morale, economico e professionale patito dagli operatori del diritto della Regione Campania, essenzialmente avvocati e magistrati onorari, che si trovano ancora oggi, nonostante istanze, solleciti, proteste, a dover constatare la totale indifferenza ed inadeguatezza dei provvedimenti adottati in sede governativa e ministeriale a favorire la regolare ripresa dell’attività giudiziaria nella fase 2 della gestione dell’emergenza epidemiologica Covid 2019.
Un settore, quello della giustizia, che, dunque, nonostante la rilevanza costituzionale e la dignità che lo contraddistinguono, in quanto strumentale alla tutela dei diritti dei cittadini, continua a patire una considerazione estremamente marginale o a essere oggetto di delega, nella sua amministrazione, a organi di rappresentanza della classe forense e presidenti dei Tribunali, i quali, come noto, hanno tentato di fornire linee guida, per il tramite singoli e differenti protocolli di intesa, per contenerne la paralisi e consentire la ripresa delle attività, scontrandosi però con difficoltà gestionali non superabili, senza un intervento decisivo dello Stato e del Ministero della Giustizia”. “Ciò perché – prosegue la diffida -, soprattutto nella Regione Campania, la grave crisi epidemiologica del Covid 19, pur senza tacerne la intrinseca gravità e problematicità, ha anche fornito una concreta occasione per riflettere sulle annose difficoltà quotidiane incontrate da chi, in occasione dell’espletamento della propria attività lavorativa, si trova ad accedere presso le strutture degli uffici giudiziari ed in particolare in quelle del Giudici di Pace”.

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