Euforia per MPS dopo l’ok al rafforzamento patrimoniale e al piano industriale

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Il punto della mattinata. Il Ftse Italia All-Share segna +0.40%, Ftse All-Share Capped +0.41%, Ftse Mib +0.42%, Ftse Italia Mid Cap +0.14%, Ftse Italia Small Cap +1.25%, Ftse Italia Star -0.08%, Ftse Aim Italia -0.16%.

Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in rialzo. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,2%, il Cac40 di Parigi lo 0,25%, il Ftse100 di Londra lo 0,3% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,1%.
In Francia la fiducia dei consumatori diminuisce a ottobre. L’Insee ha comunicato che l’indice si è attestato a 102 punti, a fronte di attese pari a 103 punti e dai 103 punti di settembre.

Euro stabile contro dollaro poco sopra i minimi da inizio marzo a 1,0859 toccati venerdì. EUR/USD al momento viene scambiato a 1,0875 circa.

Obbligazionario eurozona in leggero ribasso. Il rendimento del Bund decennale sale di 1 bp a 0,02%, quello del BTP sale di 1 bp all’1,43% (invariato il Bono all’1,08%). Lo spread è stabile a 141 bp.

Settore bancario in verde: indice FTSE Italia Banche +0,4%, indice EURO STOXX Banks +0,1%. In evidenza Banca Carige (+8,24%, asta di volatilità), probabilmente sostenuta dalle indicazioni sul prezzo di cessione delle sofferenze di Banca MPS.

Nuovo balzo in avanti per Banca MPS (+20,75%, continuamente sospesa per eccesso di rialzo) all’indomani dell’approvazione da parte del cda del piano industriale al 2019 e dell’operazione di rafforzamento patrimoniale. Quest’ultima comprende: il deconsolidamento di €27,6 mld di crediti in sofferenza attraverso il trasferimento a un veicolo di cartolarizzazione per un prezzo pari a €9,1 mld (circa il 33% del valore lordo delle sofferenze) e la successiva assegnazione della tranche junior agli azionisti; un aumento di capitale da massimi 5 miliardi di euro con esclusione o limitazione del diritto di opzione, assistito da un accordo di pre-underwriting, sottoscritto da un consorzio di primarie istituzioni finanziarie, che prevede l’esclusione del diritto di opzione.

Il cda di Rocca Salimbeni ha anche approvato il piano industriale 2016-2019: previsto a fine periodo un utile netto pari a 1,1 miliardi, da una perdita di 4,8 miliardi nel 2016, con Rote oltre 11%. I primi nove mesi dell’esercizio 2016 si sono chiusi con una perdita pari a 849 milioni di euro, in gran parte dovute a rettifiche su crediti per 750 milioni nel trim3. La raccolta diretta a fine settembre era scesa a 105 miliardi di euro, -6,6 da fine giugno.

Tokyo in progresso con il Nikkei 225 che chiude a +0,76%. Borse cinesi poco mosse: l’indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen termina invariato, l’Hang Seng di Hong Kong al momento segna +0,1%.

Future sugli indici azionari americani in rialzo dello 0,1-0,2 per cento. Le chiusure della seduta precedente a Wall Street: S&P 500 +0,47%, Nasdaq Composite +1,00%, Dow Jones Industrial +0,43%.

Borse asiatiche

In Asia i mercati riaprono in modo contrastato a fronte di un unico dato macroeconomico rilevante, quello del Pil di Seoul, che nonostante una crescita superiore alle attese evidenzia un rallentamento dell’economia sudcoreana: nel terzo trimestre, infatti, il Pil della Corea del Sud è cresciuto del 2,7% annuo contro il 2,4% atteso dagli economisti ma ampiamente sotto al 3,3% del precedente periodo. E il Kospi di Seoul ha registrato un declino intorno al mezzo punto percentuale.
Di tutt’altro tenore la seduta di Tokyo, che approfitta del dollaro forte. Il Bloomberg Dollar Spot Index, che monitora la divisa Usa nei confronti delle altre dieci maggiori monete, continua a muoversi intorno ai massimi degli ultimi sette mesi e il rafforzamento del dollaro sullo yen garantisce una buona performance alla piazza nipponica, che sale ai livelli dello scorso mese di aprile. In chiusura il Nikkei 225 segna un progresso dello 0,76% (performance simile per l’indice più ampio Topix, in crescita dello 0,71%). 
L’indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, limita intorno allo 0,10% il suo guadagno soprattutto a causa delle performance contrastate delle piazze cinesi. In vista della chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 si muovono intorno alla parità, ma in negativo. Guadagna invece circa lo 0,30% lo Shenzhen Composite. Allineata a Shanghai è Hong Kong: l’Hang Seng è infatti sostanzialmente invariato (l’andamento è simile anche per l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China).

Sul fronte delle materie prime, positiva la giornata dei metalli industriali: sui mercati della Cina lo zinco sfiora un guadagno del 5% mentre il minerale di ferro si muovi sui massimi degli ultimi due mesi. Ne beneficiano i titoli del settore minerario a Sydney e l’S&P ASX 200 segna un progresso dello 0,63% al termine delle contrattazioni.

Borsa Usa

La Borsa di New York ha chiuso la prima seduta della settimana in rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,43%, l’S&P 500 lo 0,47% e il Nasdaq Composite l’1%. L’indice Markit PMI manifatturiero (stima preliminare) di ottobre si è attestato a 53,2 punti, in crescita rispetto al dato precedente (51,5 punti) e superiore alle attese (consensus 51,5 punti).

I dati macro attesi oggi
Martedì 25 Ottobre 2016

08:45 FRA Indice fiducia imprese ott;

09:00 SPA Indice prezzi alla produzione set;

10:00 GER Indice IFO (fiducia imprese) ott;

10:00 ITA Fatturato industriale ago;

10:00 ITA Ordini all’industria ago;
15:00 USA Indice FHFA (prezzi abitazioni) ago;

15:00 USA Indice S&P-Case/Shiller (prezzi abitazioni) ago;

16:00 USA Indice fiducia consumatori (Conference Board) ott;

16:35 GB Intervento Carney (BoE);
17:30 EUR Intervento Draghi (BCE).