Eurispes partecipa al Festival della Diplomazia

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In foto Hisham Badr

Un convegno internazionale per festeggiare i 150 anni del Canale di Suez, un’opera di grande ingegneria, a ovest della penisola del Sinai, tra Port Said sul Mar Mediterraneo e Suez sul Mar Rosso, che taglia l’omonimo Istmo di Suez, permettendo la navigazione diretta dal Mediterraneo all’Oceano Indiano. Realizzato dal francese Ferdinando de Lesseps su progetto dell’ingegnere trentino Luigi Negrelli, grazie ad una cooperazione tra molte nazioni europee, il Canale fu infatti inaugurato il 17 novembre 1869. Per ricordare lo storico anniversario, l’Eurispes insieme alla CISE (Conferenza Italiana Sviluppo Economico), al Centro Promozione del Libro, all’Ambasciata della Repubblica Araba d’Egitto in Italia di cui l’Ambasciatore Hisham Badr al Governatorato del Canale di Suez e a East Port Said Industriale Zone ha organizzato a Roma presso Palazzo Ferrrajoli, il convegno ‘Buon Compleanno Canale di Suez’, nell’ambito del Festival della Diplomazia 2019. Il convegno ha offerto l’opportunità non solo di ripercorrere la storia del Canale – dalla sua progettazione al raddoppio di alcuni tratti nel 2015 sino alla sua attuale trasformazione in un moderno hub -ma anche di parlare dell’Egitto e del suo ruolo nell’area mediterranea.Tra i relatori Marco Ricceri, Segretario Generale dell’Eurispes, che dopo avere ricordato come l’Egitto sia un paese in forte espansione sia economica che demografica, ha sottolineato come questa questa realtà dal forte dinamismo auspichi, soprattutto a livello sociale, cui non è estraneo il portato delle primavere arabe, una maggiore circolarità. “I giovani egiziani – spiega Ricceri – avrebbero voglia di venire in Italia. I veri skills, d’altra parte, nascono facendo esperienze dirette. Ma, chi costruisce questa circolarita’ positiva che e’ l’obiettivo strategico di tutto? Nell’area mediterranea possiamo promuovere la circolarita’ attraverso i rapporti tra gli Stati che possono pero’ avere momenti alti e bassi. Ad essi si aggiungono sistemi di autonomia territoriale come le Regioni, associazioni, confindustrie, sindacati. Strutture della societa’ civile dovrebbero svolgere un’azione promozionale e di supplenza. Se un accordo politico tra Stati può essere difficile, potrebbe essere piu’ facile un accordo tra una regione o un’ associazione economica . Ed è questo il vero ambito su cui dovremmo lavorare. Pero’ non siamo orientati in questa direzione” ha sottolineato Ricceri, che ha, pero’, fatto presente l’intenzione del Presidente francese, Emmanuel Macron, di tenere a gennaio il ‘Summit delle due Rive’. Ma “Al di la’ di questo progetto, ha lamentato Ricceri, le confindustrie e i sindacati del Mediterraneo non si incontrano, non costruiscono momenti di confronto e di cooperazione. Si incontrano, per lo piu’, delegazioni di singoli imprenditori ma non le loro associazioni di categoria” ha precisato Ricceri sottolineando il ruolo che potrebbe avere l’Egitto in una prospettiva di rilancio dell’azione nel Mediterraneo. Una prospettiva sulla quale ha puntato il Governo egiziano con il raddoppio del Canale di Suez nel 2015 – ha stigmatizzato Gerardo Romano, Presidente Osservatorio Eurispes sul Mediterraneo, che ha fatto presente: “Ci troviamo di fronte ad una grande potenza del continente africano e noi come Eurispes non possiamo che guardare con attenzione alla sua evoluzione. L’Egitto vanta un Pil oltre il 6% e un tasso di incremento demografico oltre il 2%. Come Osservatorio abbiamo gia’ stretto degli accordi. Lo abbiamo fatto con il mondo delle università, con un consorzio universitario egiziano, e con questo stiamo cercando di instaurare delle relazioni che ci consentano di promuovere iniziative di collaborazione scientifica”.“Quello che noi riteniamo fondamentale e’ che, nel rispetto dei rapporti tra Stati e tra culture, ci sia anche la consapevolezza dell’importante ruolo che l’Italia puo’ svolgere come paese del Sud del Mediterraneo rispetto a quelli che sono gli interventi dei paesi dell’Europa del Nord” ha precisato Romano.“Quello che e’ successo durante la costruzione del Canale di Suez, non vorremmo che si ripeta oggi” ha sottolineato Romano “. Allora ci fu una sottovalutazione degli ingegneri italiani, come Negrelli, che hanno contribuito alla realizzazione del canale, mentre è stato valorizzato l’apporto dei francesi. Presente al convegno anche Federico Tedeschini, Presidente della Fondazione YMCA Italia che ha ricordato come sua organizzazione internazionale abbia sin dall’inizio difeso l’idea del Canale di Suez. Auspicio di Tedeschini è che Italia e Egitto tornino a collaborare proprio come avvenne due secoli fa.”Nel corso del suo intervento Giuseppe Romano, Presidente CISE – Conferenza Italiana Sviluppo Economico – ha fatto presente l’importanza di alcuni protocolli d’impresa firmati tra Egitto e Regione Campania finalizzati ad investimenti italiani all’estero. “In quella costruzione di circolarita’ di cui parlava Ricceri, ci siamo resi conto che bisognava mettere in sinergia le zone franche egiziane con quelle italiane che vanno nascendo in particolare in Campania, e far beneficiare ciascuno delle potenzialita’ proprie, evitando di commettere l’errore di dividere l’ arancia a meta’. L’obiettivo è porre in sinergia quello che possiamo dare in Italia con quello che e’ gia’ stato fatto in Egitto” ha spiegato Romano, spiegando la volontà del Cise di esportare quel principio comunitario dell’ ‘autostrada del mare’ che pero’ non e’ mai stato posto concretamente in essere. E per il quale il Cise si candida ad essere il ‘telepass’ per l’attraversamento di quell’ autostrada.