Euro in salita, ma guadagni bloccati dopo i dati Ifo

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A cura di Antonio Arricale L’euro è in salita contro il dollaro e lo yen ieri, ma i guadagni restano limitati dopo i dati che hanno mostrato un calo della fiducia A cura di Antonio Arricale L’euro è in salita contro il dollaro e lo yen ieri, ma i guadagni restano limitati dopo i dati che hanno mostrato un calo della fiducia nelle imprese tedesche, per via dell’impatto delle crisi in corso in Iraq ed in Ucraina. Il cambio EUR/USD è salito dello 0,13% a 1.3620, dai minimi della seduta di 1,3598. Supporto a 1,3540 e resistenza a 1,3630. I dati di ieri hanno mostrato che l’indice Ifo del clima di fiducia alle imprese in Germania è sceso al minimo di sei mesi di 109,7 questo mese da 110,4 di maggio, rispetto alle previsioni di una lettura di 110,3. Secondo il presidente dell’Ifo, Hans-Werner Sinn “la valutazione dell’attuale condizione delle imprese resta buona, ma le aziende sono meno ottimistiche rispetto agli sviluppi degli affari. L’economia tedesca teme l’impatto potenziale delle crisi in Ucraina e in Iraq”. La componente manifatturiera dell’indice è scesa a 15,7 da 19,0 a maggio, ma le componenti relative a costruzioni, ingrosso e dettaglio sono migliorate. Il report segue di un giorno i dati che hanno mostrato che l’indice composito dell’attività del settore manifatturiero e dei servizi nella zona euro è sceso al minimo di sei mesi di 52,8 a giugno. Il settore privato in Francia ha subito una nuova contrazione questo mese, rallentando così l’intera zona euro, mentre il settore privato tedesco ha visto un incremento, sebbene ad un ritmo più lento del previsto. La moneta unica continua a scendere contro lo yen, con EUR/JPY in salita dello 0,11% a 138,81 giù dai minimi di lunedì di 138,27. Sempre ieri, l’euro è salito contro la sterlina, con EUR/GBP in salita dello 0,31% a 0,8014. La sterlina si è indebolita dopo che il governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney ha dichiarato che il mercato del lavoro del Regno Unito abbia più forza lavoro inutilizzata del previsto; le dichiarazioni hanno fatto scendere le aspettative verso un aumento dei tassi per quest’anno. Davanti alla commissione al Tesoro del parlamento, Mark Carney ha dichiarato che la tempistica dell’aumento dei tassi di interesse sarà determinata dall’andamento dei dati economici, ed ha ribadito che si tratterà di un aumento limitato e graduale. Borsa giapponese L’ottimismo di Shinzo Abe non scuote il mercato L’escalation di violenze in Iraq e la cautela per il PIL statunitense paralizzano l’azionario asiatico. Nemmeno l’ottimismo di Premier Shinzo Abe è riuscito a scuotere la Borsa di Tokyo, dove l’indice Nikkei ha chiuso con un ribasso dello 0,60% a 15.283 punti, il più ampio Topix dello 0,42% a 1.263 punti. In una intervista il Premier nipponico ha detto che il lungo periodo di deflazione in Giappone è terminato e che una nuova eventuale depressione dei prezzi sarà contrastata con politiche governative volte a favorire l’espansione del business. Abe ha poi detto che tenterà di legalizzare i casinò come parte di un piano per promuovere il turismo in vista delle Olimpiadi di Tokyo del 2020. Tra le altre borse asiatiche Seul ha messo a segno un decremento dello 0,46% mentre Taiwan ha chiuso sulla parità. Prevalentemente negative anche le altre piazze che chiuderanno più tardi le contrattazioni ad eccezione di Hong Kong, che sale dello 0,11% e Bangkok +0,22%. Limature per Kuala Lumpur -0,16%, Jakarta -0,24% e Shanghai -0,41%. Piatta Singapore. Borsa Usa L’America cresce: fiducia consumatori e vendita case ai massimi dal 2008 Cambio di rotta nel finale per Wall Street che, dopo una seduta all’insegna degli acquisti, chiude in rosso. Secondo gli analisti, il cambio di umore sul floor sarebbe dovuto al peggioramento della crisi irachena dopo alcuni bombardamenti aerei nella regione occidentale di al Anbar. A fine seduta il Dow Jones cede lo 0,70% a 16.818 punti, il Nasdaq lascia sul terreno lo 0,43% a 4.350 punti e lo S&P 500 perde lo 0,64% a 1.950. Il petrolio ha chiuso in calo: il contratto con scadenza ad agosto è sceso di 14 centesimi a 106,03 dollari al barile. I titoli di Stato americani continuano positivi con rendimenti in calo al 2,58% per il benchmark decennale e al 3,4% per il titolo trentennale. Sui mercati valutari, l’euro procede invariato a 1,3603 dollari mentre il biglietto verde avanza contro lo yen a quota 101,97. Non sono bastati i dati macro superiori alle attese. A partire dalla fiducia dei consumatori, salita a giugno, ai massimi da gennaio 2008. L’indicatore si e’ attestato a quota 85,2 punti contro un consensus di 83,8 punti e il dato di maggio, rivisto al rialzo a 83,5 punti. Notizie positive sono arrivate dal fronte immobiliare. Le vendite di case nuove negli Stati Uniti sono aumentate in maggio del 18,6% alla quota destagionalizzata di 504.000 unità, anche in questo caso, ai massimi dal 2008. Il dato reso noto dal dipartimento del Commercio è nettamente migliore delle attese degli analisti che si attendevano un rialzo a quota 435mila. Il governo ha rivisto al ribasso il dato di aprile da 433mila a 425mila. Nel frattempo, i prezzi delle case, ad aprile, sono cresciuti meno del previsto su base annuale e su base mensile, come mostra l’indice Standard & Poor’s/Case-Shiller, che misura l’andamento dei prezzi delle abitazioni americane. Nei dodici mesi terminati ad aprile l’indice relativo alle dieci principali aree metropolitane è cresciuto del 10,8%. Quello relativo alle maggiori venti città è salito del 10,8%, il passo più lento da marzo 2013, meno dal 12,4% di marzo e meno anche dell’11,4% atteso dagli analisti. Gli occhi degli investitori, anzi le orecchie sono puntate anche ai discorsi di alcuni presidenti della Federal Reserve, previsti per oggi, incluso il presidente della Fed di Filadelfia, Charles Plosser. Quest’ultimo, a sorpresa, ha detto che la Fed potrebbe aumentare i tassi già dal prossimo trimestre. Una previsione che va in contrasto con le dichiarazioni della maggior parte delle Fed, che prevedono un rialzo non prima dell’estate 2015. Sul fronte iracheno, il segretario di Stato John Kerry è nella regione del kurdistan iracheno, dove spera di persuadere i leader a non fare marcia indietro dal processo di transizione politica a Baghdad dopo che le forze curde hanno preso il controllo della città di Kirkuk strategica dal punto di vista petrolifero. Tra i titoli in evidenza, Micron Technology ha annunciato ieri un utile in forte rialzo per il terzo trimestre e un outlook sui ricavi entrambi sopra le attese degli analisti evidenziando una stabilizzazione della domanda di Pc che sostiene la richiesta di memorie dram. Abbot Laboratories ha raggiunto un accordo per acquisire il produttore farmaceutico russo Veropharm per 495 milioni di dollari. Secondo Bloomberg Monsanto sarebbe in colloqui preliminari con la svizzera Syngenta per un potenziale takeover. Amazon è vicina a chiudere il contenzioso con Warner Bros sui prezzi degli home video, secondo il Wall Street Journal. Italia L’Europa parte in calo, a Milano (-0,35%) Mps non riesce a far prezzo Gli investitori hanno deciso di sposare un atteggiamento cauto visto che la situazione in Medio Oriente è tesa e in più i dati macro europei hanno mostrato una congiuntura che sta perdendo smalto. In una giornata povera di statistiche economiche in Europa, gli esperti attendono le notizie del pomeriggio dagli Stati Uniti: oggi verrà annunciato l’andamento degli ordini di beni durevoli registrato a maggio e la lettura finale del prodotto interno lordo del primo trimestre 2014 A Piazza Affari le blue chips hanno quasi tutte il segno meno. Fa eccezione Telecom Italia che sale dello 0,9%, nell’attesa di novità che potrebbero emergere dal cda di domani. Il board sarà chiamato a fare il punto sulla situazione della compagnia telefonica, soprattutto alla luce degli sviluppi nell’azionariato, con Intesa Sanpaolo (-0,5%), Generali (-0,43%) e Mediobanca (-0,6%) che hanno chiesto la scissione da Telco, la scatola che controlla il 22,4% di Telecom Italia, e proprio domani si riunirà anche il board della finanziaria. Sono deboli le azioni della moda, mentre a Milano si sono appena chiuse le sfilate per la presentazione delle collezioni maschili per la prossima primavera-estate. Cosi’ Moncler cede lo 0,4%, Ferragamo lo 0,58% e Tod’s lo 0,43%. Come ieri in avvio, Mps non riesce a fare prezzo, con i titoli che stanno segnando un valore teorico di preapertura di 1,49 euro. Si approssima intanto la chiusura dell’aumento di capitale da 5 miliardi, in calendario venerdì. Bper, anch’essa sotto aumento di capitale, cede l’1,2%. Fuori dal paniere principale volano del 6% le It Way, mentre cedono il 5,8% le Seat. Cerved, nel suo secondo giorno di contrattazione a Piazza Affari, perde un ulteriore 2,4% attestandosi a 4,88 euro.


I dati macro attesi oggi Mercoledì 25 Giugno 2014 01. 50 JPY Indice CSP dei servizi (a/a) (mag) 10. 00 ITA Vendite al dettaglio (apr) 11. 00 ITA Fiducia del consumatore (giu) & nbsp; 14. 30 USA Ordinativi di beni durevoli (mag) 14. 30 USA Prodotto interno lordo annualizzato (Q1) 14. 30 USA Indice dei prezzi per gli acquisti interni lordi (Q1) 16. 30 USA Variazione EIA delle scorte di greggio (giu 20)