Europa, Sud, Napoli
È l’ora delle scelte

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Le procedure per l’elezione del nuovo capo dello Stato hanno portato in secondo piano, almeno in Italia, la vittoria di Alexis Tsipras in Grecia con il carico d’incognite che questa decisione Le procedure per l’elezione del nuovo capo dello Stato hanno portato in secondo piano, almeno in Italia, la vittoria di Alexis Tsipras in Grecia con il carico d’incognite che questa decisione inserisce nei rapporti con l’Europa e la sua impalcatura. E mentre a Roma si consumano le sedute assembleari per scegliere il successore di Giorgio Napolitano, a Bruxelles si discute su se e come rinegoziare il forte debito di Atene con implicazioni che non possono lasciare indifferenti il nostro paese. Il Mezzogiorno, in particolare, è molto interessato allo sviluppo delle relazioni e alle decisioni che scaturiranno dal confronto tra chi insiste sulla via del rigore (con argomenti sempre più deboli) e chi vorrebbe invece allentare i freni per correre un po’. Quando le risorse si fanno scarse, e s’impongono sacrifici, a soffrire di più sono normalmente i soggetti più deboli e il nostro Sud non sfugge a questa legge sperimentando una delle peggiori epoche della sua lunga e anche gloriosa storia. Le regioni meridionali – questo il dato di fondo più allarmante – sono entrate in uno stato permanente di sottoccupazione nel quale, grazie soprattutto al contributo dell’economia sommersa e criminale, sta trovando un suo equilibrio malato. È molto grave che questo accada e che si vada verso una rassegnazione di fatto vagamente contrastata a parole. A questo proposito sarà molto istruttivo ascoltare i risultati del Rapporto Mediobanca che sarà presentato martedì 3 febbraio a Napoli. Poiché il tema del possibile riscatto – politico, economico, civile – del nostro territorio è decisivo per la crescita dell’intero paese, e per la sua tenuta in Europa, dobbiamo prestare più attenzione alla qualità delle persone alle quali affidare le nostre sorti. La stessa attenzione che mettiamo nel seguire le dinamiche che conducono all’elezione del Presidente della Repubblica dovremmo usare per tutte le cariche pubbliche in grado di condizionare presente e futuro. Regioni, Comuni, Camere di commercio, Autorità portuali, Enti lirici…: l’elenco delle istituzioni in cerca di governo è molto lungo. Proviamo per una volta a giocare al rialzo. I problemi sono tanti e intrecciati. Puntiamo su chi davvero crediamo possa risolverli.