Europa verso le elezioni tra guerre e Covid

Da ieri l’ Italia ha dato inizio alla sua operatività a tempo pieno. Non si può dire che, soprattutto per i rappresentanti del popolo nel mondo politico, il periodo appena trascorso sia stato una parentesi di riposo nel senso più autentico del termine, soprattutto quello mentale. In un epoca in cui, a dovuta ragione, si fa riferimento in maniera sempre più ricorrente all’ utilizzo della AI, l’intelligenza artificiale, per la risoluzione di una lunga lista di problemi, non si può neanche per un attimo pensare di poter svuotare la testa dai pensieri. Anche se probabilmente non sereni, perché originati da quanto accade intorno, non potevano restare chiusi in un cassetto da aprire a fine vacanze. I componenti del Governo del Paese non sono i soli a trovarsi in condizioni simili, in quanto i loro omologhi che operano a tutte le latitudini, soffrono all’incirca allo stesso modo per cause più o meno simili. Mai come in questa situazione non è il caso di consolarsi con il vecchio adagio: “mal comune, mezzo gaudio”. Rimanendo quindi all’interno dei confini patri, può essere utile avventurarsi nel merito almeno di uno di quegli argomenti ansiogeni. Viene così subito in evidenza quello che, almeno all’apparenza, dovrebbe essere definito in altro modo, cioè impegno. Sono le elezioni per il Parlamento Europeo, essendo gli attuali mandati prossimi alla scadenza insieme a quanto ruota intorno a esse. I partiti sono già impegnati sia per preparare le liste che i programmi e, particolare anche esso di consistente rilievo, le alleanze, se e quando ne ricorrano le condizioni. Espresso così, gli italiani, come del resto tutti gli altri europei, dovrebbero interpretare la vicenda come un evento positivo, non fosse altro che per l’effetto del rinnovamento di quanti siedono a Bruxelles che ne conseguirà. In tempi normali tale ipotesi non farebbe una grinza e potrebbe essere accettata senza particolari riserve. Invece non è cosi, e è facile farsene una ragione per una serie di circostanze facilmente individuabili. Soprattutto l’Occidente sta portando il peso enorme delle guerre in corso. Quelle stesse che, oltre a una strage di vite umane e alla distruzione di una temarea di ricchezza, stanno consumando molto del tempo e delle energie, fisiche e mentali, dei rappresentanti del popolo, sia a Roma che Bruxelles. Oltretutto molti dei triboli che già da qualche anno hanno preso forma per rompere le uova nel paniere anche agli altri inquilini della Casa Comune, a tutt’oggi sopravvivono, causando ancora danni. Uno per tutti, basta e avanza, è il Covid. Ciò che fa paura è che ormai è trattato con nonchalance, pur facendo ancora vittime. Gli italiani saranno chiamati anche per andare in altri seggi elettorali, quelli delle regioni, dove tra qualche mese avranno raggiunto la scadenza le cariche in corso. In dimensioni ridotte rispetto alle europee, comunque richiameranno l’attenzione e le forze necessarie per essere portate a compimento. Si potrebbero tirate in ballo altre situazioni che possono deviare l’ impegno di chi governa, ma ciò avvilirebbe ancor più chi legge. Una considerazione comunque può venire fuori da quanto esposto innanzi. La situazione del Paese e non solo di esso, è paragonabile alla fase di decollo di un aereo. Se a un certo punto i motori, per un motivo qualsiasi, rallentano la propria spinta, l’aereo va in stallo e precipita al suolo rovinosamente. Tutto ciò, per quanto riguarda il Bel Paese, può essere ancora evitato. Sempreché le forze politiche si impegnino a prendere atto che, quello attuale, è tempo ancor meno adatto per dedicarsi alle scaramucce. Non possono essere superati nemmeno per un attimo le precedenze già impostate. Figurarsi poi se a causa di un politico pistolero.