Europei di calcio, l’arrogante Inghilterra umiliata dall’Italietta. Ma stia attenta, in futuro rischia di perdere molto più di una coppa

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in foto i festeggiamenti a Roma per la vittoria dell'Italia

Gli inglesi hanno chiamato noi italiani in ogni modo ma, a differenza degli americani, con sarcasmo mai con ironia cioè col desiderio inespresso di offendere.
Questi Europei di calcio che, secondo alcuni (che sbagliano) la GB non avrebbe dovuto giocare essendo uscita dall’UE (l’Europa geografica non coincide con quella socio-economico-politica), hanno visto confrontarsi due squadre diverse quanto le rispettive storie, i loro ideali, capacità, sogni e incubi.
La GB, che vinse la guerra e quella che ne è seguita, ha sempre sorriso di sottocchio alla convinzione austro-ungarica che l’Italia sia mera espressione geografica.
Pensano di noi che siamo svogliati, con poca voglia di lavorare, che il nostro capitalismo è straccione e, da sempre, viviamo di prebende altrui.
Germania e Francia non sono state tanto esplicite ma non la pensano troppo diversamente, per loro l’Italietta non è mai diventata Italia e non nascondono l’insofferenza quando qualcuno dei nostri politici alza la testa.
La Turchia riceve dall’UE 3miliardi di euro l’anno per proteggere la Germania dalla rotta balcanica; la Libia, ultimo perimetro difensivo della porta sud della UE, è stata viceversa bullizzata da un’azione militare unilaterale della Francia. Nell’indifferenza UE e la stupidità dell’amministrazione Obama. E così l’Italia rimane l’area di parcheggio dell’immigrazione clandestina africana e mediorientale. Noi e i nostri politici siamo conniventi, avendo lucrato, politicamente e spesso economicamente, della situazione, ottenendo dall’UE prebende e sconti sui termini per mettere in ordine i conti.
La verità è che l’Italiano non è tanto lontano dall’immaginario inglese.
Ci piace vivere bene possibilmente senza faticare troppo e lo Stato non siamo Noi, ma qualcuno che deve pensare a NOI.
Questa convinzione è inconcepibile per un Inglese, che non si permetterebbe mai di mettere in discussione quanto spende la casa regnante per i cani o i cavalli reali.
Per gli Inglesi rimaniamo i camerieri dei loro ristoranti (non solo di lusso) della capitale, gli immigrati arrivati per acculturarsi nelle loro scuole d’élite pagando la retta con i lavori che loro indigeni non vogliono fare.
Gli Inglesi si sentono ancora figli dei Tudor e degli York e se c’è nebbia sulla Manica ad essere isolato è il Continente Europeo non la GB. Per cui fischiare il nostro inno, per loro, non è proibito ma lecito, non siamo loro “pari”!
Nessuno può negare la grandezza di questo popolo, hanno versato sangue sudore e lacrime in gran quantità per la democrazia nonostante Hitler li supplicasse di allearsi con lui per sottomettere insieme il Mondo. Noblesse obliìge: “chi era questo piccolo Uomo per proporsi alleato col Regno più longevo e vincente dopo la Roma dei Cesari, che i loro avi Britanni avevano comunque preso a pedate nel sedere? “
La cuspide Britannica, come tutti i picchi di grandezza, ha però il suo abisso: è l’arroganza di chi si crede superiore, sempre e comunque.
L’Italia non potrebbe essergli più lontano. E’ un paese con un popolo strano, perde regolarmente le guerre (molti dicono per pavidità, pochi per civiltà) ma si è dimostrato capace di soffiargli regolarmente la vittoria nel gioco inventato e cresciuto in GB che ha conquistato il Mondo senza però consegnarlo agli Inglesi.
Per anni si sono rifiutati di giocare con squadre straniere, volevano preservarlo dalla contaminazione. Ma nel calcio per essere i migliori ci vogliono gli avversari, senza antagonisti non si può essere protagonisti così hanno accettato di mettersi in gioco. Non senza marcare la loro specialità, pretendendo 3 nazionali (Inghilterra, Galles e Scozia) nelle competizioni internazionali. Nonostante la dispersione di forze e talenti pur di marcare la sua specialità. Il tempo ha poi dimostrato che non erano i migliori tutt’altro.
I titoli internazionali della GB si contano sulle dita e quelle delle squadre GB dipendono da oriundi e stranieri e dal capitale arabo. L’unico loro titolo mondiale non viene citato spesso, gli Inglesi sanno come lo hanno conquistato sulla Germania.
Neppure allora ci furono proteste, tanto meno la Germania psicologicamente ancora intimorita dal “vae victis” britannico.
Questa tradizione la sera dell’11 luglio 2021 è stata confermata. Per vincere nel calcio non serve l’arroganza né cercare di intimorire l’avversario umiliandolo.
L’Europeo l’ha vinto l’Italia dei camerieri e dei migranti a Londra, di fronte alla giovane Royal Family al completo.
Gli Inglesi non lo sanno ma rischiano di perdere nel prossimo futuro ben più della Coppa Europa.